L’addio di Sulmona a Spigliati, medico e uomo di grande cultura

In chiesa per l’ultimo saluto anche Il sindaco Di Piero e gli ex primi cittadini La Civita e Sciuba Il ricordo appassionato di Maiorano: l’Università della Libera età ha perso un maestro eccellente
SULMONA. Il coronavirus ha tenuto lontano la folla dalla chiesa di San Giovanni Evangelista dove ieri si sono tenuti i funerali di Paolo Spigliati, il medico chirurgo, autore di libri e appassionato di cultura morto alla veneranda età di 102 anni. Ad accompagnarlo nell’ultimo viaggio erano presente il sindaco Gianfranco Di Piero, gli ex sindaci Franco La Civita e Lando Sciuba oltre a numerosi esponenti dell’associazionismo cittadino tra i quali Fabio Maiorano dell’Università della libera età della quale Spigliati era prestigioso esponente. «Medico di professione ma uomo di grande cultura, a Paolo Spigliati la città deve gratitudine e riconoscenza», ha detto nell’omelia il parroco di San Giovanni Evangelista, don Eulo Tarullo, il quale ha ricordato anche come Spigliati sia stato un buon cristiano, con una fede coltivata e arricchita da frequentazioni come quelle con don Benzi e don Milani. A conclusione del rito funebre la figura del professore è stata ricordata anche dallo storico, motore e anima dell’università della Libera età Maiorano. «L’Università della Libera età ha perso un eccellente maestro, un protagonista della storia di questa città» ha sottolineato Maiorano, «un uomo vero, un grande oratore che con i suoi discorsi e le sue lezioni riusciva a tenerti inchiodato sulla sedia anche per ore». Nel suo intervento l’avvocato Sciuba ha evidenziato l’attività culturale intensissima che Spigliati ha svolto a Sulmona. «Fin dal suo arrivo ormai 60 anni fa, Spigliati ha avuto la capacità di capire e afferrare la bellezza nascosta e misteriosa di questa piccola città», ha detto l’ex sindaco Sciuba. «Da molti abbandonata, da molti tradita ma carica di storia e di testimonianze d’arte e di grandi tradizioni di civiltà e di cultura. Lui ha capito che questa era una città benedetta da Dio e l’ha scelta come sua patria d’elezione. Ha dato tanto non solo all'Università di Sulmona e all'ospedale di Chieti ma credo che uno dei contributi maggiori l’abbia dato come musicologo di chiara fama», ha proseguito l’ex sindaco, «autore di scritti di rinomata conoscenza e appassionato e partecipe della vita della Camerata musicale sulmonese, che ha avuto in lui uno dei maggiori protagonisti. Oggi, noi che raccogliamo questa eredità, vogliamo assicurare a lui che faremo di tutto per conservare questo grande patrimonio che tutti ci invidiano». A conclusione del rito funebre la salma, scortata dai suoi 3 figli, è partita alla volta di Radicofani in provincia di Siena dove sarà tumulata. (c.l.)
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