L’affondo dell’opposizione «Spettacolo triste e indecente»

5 Ottobre 2018

L’AQUILA. «È finito ieri all’alba il triste e indecente spettacolo, a cui noi aquilani siamo stati costretti ad assistere, nei giorni scorsi. Biondi, su Facebook, fa sapere che non sarà lui il...

L’AQUILA. «È finito ieri all’alba il triste e indecente spettacolo, a cui noi aquilani siamo stati costretti ad assistere, nei giorni scorsi. Biondi, su Facebook, fa sapere che non sarà lui il candidato del centrodestra alla presidenza della Regione. Ciò che desta incredulità e sconforto, però, è il tentativo di Biondi di cambiare la realtà provando, addirittura, a uscire da eroe da una situazione che lo ha visto, invece, triste protagonista». L’affondo è di Stefano Albano e Stefano Palumbo, rispettivamente segretario e capogruppo in consiglio del Pd. «Biondi vorrebbe far credere alla città che è stato lui a rinunciare all’opportunità offertagli dalla Meloni, dopo aver fatto carte false e più di un pellegrinaggio tra Pescara e Roma, per mendicare la candidatura a presidente di Regione, mettendo in imbarazzo il suo stesso partito e ricevendo veti di ogni tipo. Vorrebbe far credere che lo avrebbe fatto per amore della città», affermano Albano e Palumbo, «dimenticando che era stato lui stesso a dichiarare di essere prontissimo a lasciare la carica di sindaco, se solo il partito glielo avesse chiesto. Ci vuole una bella faccia tosta per continuare a offendere l’intelligenza degli aquilani, dopo che gli stessi hanno potuto constatare quanto false e propagandistiche fossero le promesse fatte in campagna elettorale, tutte disattese». Per Albano e Palumbo, «Biondi ha provato a cogliere la palla al balzo per salire di grado e prestigio e cavarsi d’impaccio, di fronte alle difficoltà incontrate, ai limiti manifesti della sua giunta e agli insanabili conflitti in seno alla maggioranza». Anche Americo Di Benedetto, Paolo Romano, Elia Serpetti, Antonio Nardantonio ed Emanuela Iorio (il Passo possibile) parlano, in una nota, di Biondi come di «un capitan Schettino qualunque. L’unico risultato della sua ambizione è stato quello di indebolire la figura del sindaco del capoluogo di regione e la sua credibilità nei riguardi di un rilancio del comprensorio. Sono lontani i tempi nei quali il sindaco sfidava l’opposizione “nella mischia”, nei quali si permetteva di citare trogoli e mangiatoie senza sapere che proprio in quelli, infine, sarebbe caduto. Ora non resta che il pronunciamento sull’anatra zoppa per sgravare questa giunta dal peso di voler fuggire per non dover dare risposte ai cittadini». Per Pierluigi Iannarelli ed Enrico Perilli, di Sinistra Italiana, «Biondi è stato silurato dalla sua stessa coalizione». Per Articolo 1 «a uscire indebolita è la città, paralizzata da un immobilismo amministrativo. La fuga non riuscita al sindaco a breve sarà attuata dal vicesindaco, da assessori e consiglieri di maggioranza». (m.p.)
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