L’Aias: «Via le barriere architettoniche»

L’associazione chiede al Comune misure urgenti per tutelare i diritti delle persone disabili
SULMONA. Subito sull’agenda del sindaco Gianfranco Di Piero soluzioni concrete contro le barriere architettoniche. C’è anche l’Associazione italiana assistenza spastici, estesa per statuto a tutte le disabilità, tra le realtà che in questi giorni stanno inviando consigli e suggerimenti al neo primo cittadino di Sulmona per risolvere tali problematiche in città. La sezione di Sulmona dell’Aias, che da 50 anni lavora per tutelare i diritti delle persone diversamente abili, ha inviato una lettera aperta al sindaco chiedendogli di prendere in considerazione anche le questioni legate alle barriere architettoniche e ad altre problematiche presenti in città. «Tra le priorità già espresse per il futuro di Sulmona, emergono i problemi della disabilità, a partire dalle barriere architettoniche», ha precisato il vice presidente dell’Aias di Sulmona, Tito Gentile, «ad esempio è impossibile accedere in piazza Capograssi. In via Papa Giovanni XXII, nei pressi del tribunale, due anni fa sono stati ripristinati i marciapiedi, ma di fronte alle strisce pedonali, non è stato realizzato lo scivolo, pur previsto dalla normativa. Circa trent’anni fa, la nostra associazione chiese e ottenne l’installazione alla stazione di Sulmona della palina e il parcheggio riservato. Da oltre 5 anni, per consentire giustamente di allargare il marciapiede, e grazie all’ingegnere Maurizio Gentile, sono state eliminate tutte le barriere architettoniche, ma la palina verticale e la segnaletica orizzontale non sono stati ripristinati. È stato detto dal Comune che, riasfaltando il piazzale, sarebbero stati ripristinati i segnali, ma ciò non è avvenuto, a danno dei cittadini e dei turisti disabili». Il vice presidente Gentile ha fatto un quadro di tutte le situazioni che denotano un problema serio per le persone diversamente abili e per le loro famiglie. Gentile ha poi voluto ricordare al neo sindaco che «l’associazione non ha ricevuto alcun contributo dalla precedente amministrazione né per il Centro diurno – unica struttura che può accogliere i numerosi ragazzi diversamente abili dopo la scuola – né per la residenza Villa Gioia, per il “durante e dopo di noi”. Chiediamo di sapere, infine, come sono stati impiegati tutti i fondi che il Comune, in qualità di ente capofila di17 municipalità, ha ricevuto per il sociale». (e.b.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

