L’allarme déjie Pìnghe: l’acqua bolliva

13 Gennaio 2021

Quell’uomo si salvò dormendo in una stalla, morirono quanti non gli credettero

AVEZZANO. La sera precedente e alcuni minuti prima delle 7,53 della tragica mattina del 13 gennaio 1915, avvennero fatti “curiosi” degni di essere raccontati. Antonio Antonini, da tutti chiamato je Pinghé, andava da giorni ripetendo ai familiari e ai vicini di casa che l’acqua del suo pozzo “bolliva”. Diceva ripetutamente: «Dormite fuori casa, dormite fuori casa!». Lui, infatti, si salvò perché quando avvenne il terremoto sonnecchiava, per cautela, nella stalla che, realizzata con legno, non crollò: purtroppo non lo avevano creduto e quasi tutti perirono! Anche suo figlio era uscito di buon mattino per incontrarsi, al caffè déjie Capìjiàre, con un facchino, tale Viola (je Piovére), con il quale avrebbero dovuto far recapitare un vagone di patate nella Capitale, ma tutto crollò e non si rinvennero neanche i loro cadaveri! Ma chi era je Capìjiàre? Un certo Di Micco che nell’Ottocento usava girare nei paesi per raccogliere capelli che venivano venduti a un laboratorio addetto a realizzare parrucche. A quell’epoca le donne portavano lunghe capigliature che prima o poi, per motivi vari (igienici o perché entravano nella vita monastica), dovevano essere tagliate ed egli ne approfittava per svolgere il suo utile commercio. Il nomignolo si ereditava, cosicché il nipote Antonio, chiamato je Capìjiàre come il suo avo, gestiva un caffè a breve distanza dal famoso panificio di Zefferino Cambise: quest’ultimo possedeva il più rinomato forno di Avezzano, posto in uno stretto vicolo che conduceva da Corso Umberto I a Piazzetta delle Monache (più tardi ribattezzata Largo della Società Operaia): era nato ad Avezzano nel 1867 e vi morì il giorno del terremoto.
Ma torniamo all’acqua del pozzo déjie Pìnghe che “bolliva”: un fenomeno spiegabile dal punto di vista scientifico? Studi e osservazioni hanno registrato un aumento della concentrazione del gas radon prima di un evento tellurico. Tale incremento, però, non si è scientificamente configurato in modo inequivocabile come sicuro precursore di un sisma e, soltanto in rari casi, è stato possibile correlare l’aumento di tale concentrazione con l’attività sismica vera e propria. Chissà.
E tra i presunti precursori sismici si parla del comportamento anomalo degli animali. Si racconta che un tale, proveniente da Cappelle e diretto ad Avezzano con il carro trainato dal suo cavallo, giunto presso Cesolino dovette fermarsi perché il suo mansueto animale iniziò stranamente a nitrire e puntare i piedi senza procedere malgrado l’incitamento e qualche frustata del suo padrone: dopo qualche minuito l’Apocalisse che annientò Avezzano e devastò l’intera Marsica! Pura coincidenza o e segno premonitore della catastrofe?
Giovanbattista Pitoni
(storico)