L’alpino morto in Russia riabbracciato dopo 72 anni

24 Giugno 2015

Civitella Roveto, toccante cerimonia per l’arrivo delle spoglie di Pietro Sauli ritrovate dalle penne nere. Le nipoti: «Finalmente porteremo fiori sulla tomba»

CIVITELLA ROVETO. Tornano a Civitella Roveto le spoglie di Pietro Sauli, soldato partito giovanissimo per combattere nella Seconda guerra mondiale e morto in Russia nel 1943. Nato il 26 marzo del 1915, Sauli fu catturato sul fronte orientale e portato nel campo di prigionia di Tambov. Morì il 16 aprile del ‘43 nel campo russo numero 188 e fu sepolto in una fossa comune insieme a migliaia di commilitoni. Invano la moglie e i compaesani attesero il suo ritorno, ma nulla si era più saputo del posto in cui era stato seppellito. Dopo 72 anni, ad accogliere la piccola urna con le spoglie dell’alpino, le nipoti Anna e Ester Sauli e i pronipoti, insieme al sindaco Raffaelino Tolli e a don Franco Geremia. Fautore dell’iniziativa è stato l’alpino Ferruccio Sabatini, che ha raccontato di quando nel Nord Italia si è trovato a leggere il registro delle persone sepolte nel campo russo, trovando il nome del suo compaesano. «Di fronte a questi eventi ci viene sempre da ripetere le parole pronunciate da papa Benedetto XV in riferimento alla I Guerra mondiale, definita inutile strage» ha detto don Franco durante la messa, «è impossibile, però, pensare alla pace del mondo, se prima non sentiamo la pace nei cuori». Alla fine della manifestazione, Ester Sauli ha ringraziato tutti i presenti: «D’ora in poi, i suoi nipoti potranno realizzare il desiderio che era stato di sua moglie, che aveva sempre sognato di poter posare un fiore sulla tomba dell’amato marito».

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