L’amico dei malati lascia l’ospedale dopo 40 anni di servizio

L’85enne padre Corrado Lancione (cappellano al San Salvatore) si congeda dalle corsie con una messa di ringraziamento
L’AQUILA. In quasi 40 anni (tra il servizio al San Salvatore, dal 1992, e il pregresso alla clinica Sanatrix) passati tra le corsie d’ospedale, camice bianco e saio marrone d’ordinanza, più di una volta si sarà visto rivolgere quesiti dai pazienti su questioni di salute. La cura del corpo, tuttavia, l’ha affidata sempre ai medici. Di quella dell’anima, invece, si è fatto carico senza risparmio. E così, compiuti (lunedì scorso) gli 85 anni, e in cammino verso i 60 di sacerdozio, padre Corrado Lancione, nativo di Roio, volto amico per migliaia di malati, ripone il camice. Anzi, lo mette indosso al suo successore, padre Gaspare Vuka, che, in affiancamento con padre Luciano Antonelli – altro instancabile pedalatore delle corsie dell’ospedale – si avvia al nuovo incarico.
Una messa di ringraziamento – presieduta dal ministro provinciale dei Cappuccini Nicola Galasso e concelebrata dai confratelli di Santa Chiara – ha segnato l’ultimo giorno di servizio nella cappella di Sant’Alessio. Alla messa hanno assistito anche le sorelle di padre Corrado, Aurora e Ornella e le loro famiglie. Scampato al sisma – nella sua camera crollata nel convento di Santa Chiara il letto gli fece da scudo, proteggendolo dalle macerie – fu tirato fuori dai novizi. Dopo 3 mesi ad Avezzano è rientrato in città dove i frati, dormendo tra tendopoli e vagoni ferroviari, non hanno fatto mai mancare la loro presenza. Con padre Luciano, ogni giorno si è piegato sulle ferite del prossimo asciugando lacrime, accompagnando, consolando, tra speranze perdute e vite ritrovate. «Nella vita di parrocchia», rivela, «ho sperimentato le sofferenze della gente. Così iniziai a girare tra i malati, sulla scia di padre Raffaele Di Clemente e padre Urbano Gizzi. Negli ammalati ho riconosciuto il volto di Cristo».
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