L’amico di Colabrese: droga buttata in un cassonetto

12 Novembre 2015

Delitto nel bosco in Liguria, Del Monaco interrogato nuovamente dagli inquirenti Prosegue il lavoro degli esperti per risalire alla data esatta della morte

SULMONA. Nuove rivelazioni sulle indagini per la morte di Giuseppe Colabrese, il 27enne di Sulmona ritrovato senza vita in un bosco di Romito Magra in Liguria. A farle, ancora una volta, è Francesco Del Monaco, amico di Colabrese, forse l’ultima persona ad averlo visto vivo.

Il giovane è stato ascoltato dopo la sospensione dell’ultima deposizione avvenuta senza la presenza di un legale. Questa volta ad assistere Del Monaco c’era il suo avvocato, Lando Sciuba, del foro di Sulmona.

Nell’ultimo interrogatorio è emerso che Del Monaco si sarebbe liberato della droga, il 4 agosto, buttandola in un cassonetto. Questo per evitare eventuali rischi visto che il giovane doveva imbarcarsi su un traghetto, destinazione Olbia, in Sardegna. Impossibile per gli inquirenti ritrovare la sostanza stupefacente, che tuttavia sono alla ricerca di ulteriori riscontri sul racconto di Del Monaco, esaminando proprio le telecamere nei pressi del cassonetto indicato nella zona della stazione di Genova.

Nel contenitore dell’immondizia potrebbe essere finito anche il borsone nero e blu appartenuto a Giuseppe e dentro il quale ci sarebbe stata la droga arrivata dall’Abruzzo.

Del Monaco aveva già detto di aver portato la droga a Genova e per questo è indagato per spaccio di sostanze stupefacenti. Intanto, i genitori e i legali di Colabrese stanno lavorando anche attraverso testimoni per ribadire l’assoluta estraneità del 27enne al mondo della droga.

«Una presenza infamante che non onora la memoria di Giuseppe, contrario alla droga e allo sballo», ha tenuto a sottolineare l’avvocato Federica Benguardato.

Nel frattempo va avanti il lavoro degli esperti che vogliono risalire alla data della morte di Colabrese e fare luce sulle modalità in cui il giovane sarebbe stato ucciso.

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