L’Anaao: pronti a spostare specialisti sul territorio

Grimaldi: «I due decessi notturni avvenuti a Scanno siano un monito per tutti» Il segretario del sindacato medici sollecita un incontro con il manager Tordera
SCANNO. Il sindacato dei medici Anaao-Assomed si dice pronto a promuovere lo spostamento di specialisti ospedalieri sul territorio delle aree interne, purché la Regione investa di più sul personale. Dopo i drammatici episodi accaduti a Scanno, dove nelle scorse settimane si sono registrati due decessi notturni prima ancora che l’ambulanza potesse arrivare dall’ospedale di Sulmona che dista trenta chilometri, riesplode con forza il problema della medicina territoriale che riguarda soprattutto le zone montane. A farsi sentire è l’Anaao-Assomed che chiede un incontro al manager della Asl Rinaldo Tordera da tenersi simbolicamente a Scanno, proprio per testimoniare l’attenzione in favore dei territori montani.
«Fatta eccezione per la fascia costiera», spiega Alessandro Grimaldi, che dell’Anaao-Assomed Abruzzo è il segretario, «i problemi organizzativi sono notevoli e i servizi vanno rivisti. La riflessione è d’obbligo considerando anche che nella nostra Regione l’età media è superiore a quella nazionale e a rimetterci sono le categorie più deboli. È impensabile e risulta persino grottesco che, laddove in Abruzzo ci sono paesi con una forte vocazione turistica come Scanno, nota per la sua bellezza in tutto il mondo, in questi stessi centri si registrano situazioni che sono imbarazzanti dal punto di vista dei servizi essenziali». Per il sindacato medico «c’è attualmente una sanità a due velocità, che penalizza le aree interne condannandole a un declino demografico. E i motivi non sono legati soltanto all’orografia, ma anche all’organizzazione delle prestazioni».
«Offrire una speranza a questi territori a rischio declino e abbandono significa anche mettere risorse sul loro futuro», aggiunge Grimaldi. «E per dare un segnale forte siamo pronti a promuovere lo spostamento degli specialisti ospedalieri anche nelle aree interne e più disagiate, purché la Regione punti sul potenziamento del personale e preveda risorse per la medicina del territorio. In occasione dello sciopero del 23 novembre scorso fu proprio il sindaco di Scanno, a chiedere con forza un’ambulanza disponibile giorno e notte. Un appello inascoltato che deve essere un monito per tutti a fare di più».
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