L’appello di Alfonsina alle donne: «Fatevi rispettare e state attente»

26 Novembre 2021

La mamma di Teodora e nonna del piccolo Ludovico si è rivolta alla platea del cinema Pacifico Manifestazioni anche in altri centri: a Prezza e Campo di Fano inaugurate due panchine rosse  

SULMONA. «Donne fatevi rispettare sempre. Quando il vostro uomo si mostra geloso, dice che senza di voi non può stare e vi allontana dalle amicizie e dalla famiglia devono suonare i campanelli d’allarme. Tutto ciò significa che siete una sua proprietà, come è successo anche alla mia Teodora. Ma non deve essere così: bisogna lottare e denunciare». È un appello accorato quello di Alfonsina, madre di Teodora e nonna di Ludovico, mamma e figlioletto uccisi a coltellate nel gennaio scorso dalla mano di chi doveva difenderli, da un marito e padre possessivo, geloso e violento. Un appello lanciato nella giornata del «No» alla violenza sulle donne, dal palco del cinema Pacifico, nel corso della manifestazione organizzata dall’associazione “La Diosa”, alla presenza, tra gli altri, del sindaco di Sulmona Gianfranco Di Piero e della dirigente scolastica del polo umanistico, Caterina Fantauzzi. «Questi dieci mesi sono stati difficili», ha sottolineato Alfonsina, «mi hanno aiutata mio marito, la mia famiglia e l’intera comunità di Roccacasale. Ma non è stato facile non sentire più la voce di una figlia per telefono, non vedere più i video di un nipotino, non vederlo diventare grande. Non è stato facile, ma ho un altro figlio e bisogna andare avanti, con Teodora e Ludovico nel cuore». Alfonsina ha rivelato di non aver avuto mai il sentore di quello che sarebbe accaduto: «Ascoltando in televisione le terribili storie di donne uccise dai mariti, non riesci ad immaginare che ciò potrebbe succedere a te o a tua figlia. Quando purtroppo accade è come una brutta malattia che ti cambia la vita. Quando un uomo violento viene arrestato bisognerebbe buttare la chiave perché quello che ha in mente lo fa dopo che esce dal carcere. Gli uomini violenti vivono per quello», ha sottolineato la donna, «e una volta liberi saranno ancora più cattivi e violenti. Per questo», ha concluso Alfonsina, «chiedo che si vada oltre le celebrazioni dell’8 marzo o del 25 novembre, chiedo che si faccia di più per proteggere le vittime di violenza domestica, altrimenti sarà una perenne carneficina». Nel suo intervento il sindaco Di Piero ha evidenziato la necessità di intervenire anche sul fronte culturale. «Le donne rivestono sempre di più ruoli importanti ne Paese, ma nei loro confronti ci sono ancora pregiudizi da rimuovere, ostacoli che, come recita la Costituzione, non consentono la piena realizzazione della donna come persona», ha detto Di Piero, «dobbiamo iniziare dai ragazzi, dalla nostra attività quotidiana per far capire che la cultura del possesso e quell’atteggiamento prevaricatore che spesso l’uomo assume nei confronti della donna devono essere superati».
le altre manifestazioni
Intanto, in occasione del 25 novembre, ieri mattina a Prezza e Campo di Fano sono state inaugurate due panchine rosse. A tagliare il nastro insieme agli alunni delle scuole e alle insegnanti, il sindaco di Prezza, Marianna Scoccia, il vicesindaco Antonio Ferrusi, l’assessore Cinzia Ferrelli e il consigliere Concetta Marinucci. Nella piazza centrale di Opi ieri pomeriggio è stata inaugurata un’installazione di scarpe rosse ed è stato illuminato di rosso il campanile, mentre una donna del posto ha letto le testimonianze di persone vittime di violenza alla presenza del sindaco Antonio Di Santo. Anche il gruppo Ishàh della parrocchia Cristo Re di Sulmona ha voluto dedicare un momento di riflessione sul tema della violenza di genere. Nel pomeriggio è stata presentata la “Cassetta rossa” e a seguire c’è stato un flash mob davanti alla panchina collocata accanto alla chiesa. Infine il Comune di Pettorano sul Gizio ha deliberato l’adesione al “Patto dei Comuni per la parità e contro la violenza di genere”, promosso dal Comune di Milano con la collaborazione dell’Anci e di numerose amministrazioni locali.
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