«L’Aquila abbandonata dal governo»

Pezzopane (Pd): stop alla pantomima, l’esecutivo mantenga l’impegno dei 10 milioni per il bilancio
L’AQUILA. «Il decreto con i 10 milioni per il riequilibrio del bilancio del Comune è stato annunciato a dicembre: siamo alla fine di marzo e non è stato ancora varato. Da una decina di giorni, la bozza passa da un tavolo all’altro per le bollinature. Mi auguro che in settimana il provvedimento possa finalmente vedere la luce». A parlare è la deputata del Partito democratico Stefania Pezzopane che, in una conferenza stampa, ha voluto denunciare quelle che a suo dire sono le mancanze del governo ma anche le responsabilità dell’amministrazione comunale. «In questi mesi», ha affermato Pezzopane, «sono stati approvati 5 diversi provvedimenti che hanno legiferato sulle emergenze, eppure i 10 milioni non sono stati assicurati. È chiaro come né l’esecutivo né la giunta di centrodestra abbiano preso nella giusta considerazione il problema. A dicembre, con la legge di Bilancio, sono stati approvati l’emendamento che ha garantito i 2 milioni di euro per i comuni del cratere e quello che ha stanziato 1 milione di euro per il decennale. Quello con i 10 milioni, però, non è passato, anche perché la legge è stata poi votata con la fiducia. A un successivo ordine del giorno in cui chiedevo precise garanzie al governo, il sottosegretario Vito Crimi ha risposto che i provvedimenti per la città sarebbero stati inseriti in un decreto organico sulle emergenze che sarebbe dovuto approdare in Parlamento a gennaio. A febbraio invece arriva il Decreto Semplificazioni, che contiene ulteriori misure per le zone terremotate del Centro Italia e i 10 milioni per i familiari delle vittime di Rigopiano, ma non i fondi per L’Aquila».
Per ben 5 volte, insomma, secondo la Pezzopane, il governo ha bocciato gli emendamenti per la città «e il sindaco Pierluigi Biondi non ha mai minacciato dimissioni o sbattuto i pugni sul tavolo». «Lo scorso 11 marzo» ha aggiunto la deputata, «ho chiesto per l’ennesima volta al governo di sbrigarsi, Biondi mi ha risposto di essere intempestiva e che lui era in costante contatto con Palazzo Chigi. Il giorno dopo, Luigi D’Eramo, appena dimessosi da assessore comunale, chiedeva una verifica di maggioranza e lo stesso faceva il capogruppo di Fd’I, Giorgio De Matteis. E il sindaco allora, dimenticando di avermi accusata di intempestività, assai poco tempestivamente, si dimetteva. Ma non per sostenere le ragioni degli aquilani bensì per i problemi interni alla sua maggioranza. Basta con questa pantomima, aquilana e romana. Ora si rincorre la scadenza del 31 marzo, con la bozza del nuovo Decreto Sisma che passa di scrivania in scrivania. Tutto ciò accade alla vigilia di un momento delicato e importante per la città: un decennale del sisma che vede L’Aquila abbandonata. Il governo la smetta di rinviare. La città reagisca. Le forze politiche, sociali, civiche, si raccolgano in un grande progetto alternativo».(ro.ciu.)
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