L'Aquila, ancora in fiamme la pineta della frazione di Aragno

2 Agosto 2017

L’incendio, di origine dolosa, ieri era arrivato a lambire il centro abitato della frazione. Necessario l’intervento di cinque mezzi aerei

L’AQUILA. Ha ripreso vigore stamane l'incendio che ieri ha distrutto la pineta a nord della frazione di Aragno, tanto che sono dovuti tornare a intervenire elicotteri dei vigili del fuoco, dei carabinieri forestali e un Canadair. Ma partiamo dalla cronaca di ieri.
Mancavano un po’ di minuti alle 13 quando improvvisamente la pineta ha iniziato bruciare, con fiamme che si sono alzate altissime ogni volta che raggiungevano un altro pino. Alla fine il Comune parla di un fronte di circa tre chilometri con le fiamme che sono arrivate a poche decine di metri dalle case. I vigili del fuoco dell’Aquila si sono trovati ad operare in una zona impervia posta tra la località “Sopra le case” e i “Coppi di Aragno”.

Spinte dal vento che soffiava verso est, le fiamme si sono allargate e inizialmente sembrava che potessero rimanere lontano dal centro abitato, dove nel frattempo la popolazione è uscita di casa riversandosi sulle strade. Viste le difficoltà, da terra è stato richiesto l’intervento aereo. Prima un Canadair, poi gli elicotteri, fino a contare nel tardo pomeriggio ben cinque mezzi aerei : il Canadair, due elicotteri dei vigili del fuoco, un elicottero dei carabinieri-forestale e un CH47 dell’esercito che si sono divisi le zone dell'intervento. I mezzi più grossi, il Canadair e il bimotore Ch47, si sono concentrati sulla parte alta dell’incendio, mentre gli elicotteri più agili attaccavano le fiamme dal basso. Nel frattempo, per rendere più agevoli le operazioni di carico dell'acqua, vigili del fuoco e protezione civile hanno allestito una vasca da 8000 litri nel campo sportivo di Aragno, mentre il Comune dell’Aquila ha attivato il Coc, (Centro operativo comunale). «Unitamente al comandante provinciale dei vigili del fuoco, ingegner Domenico Di Bartolome, e a Mario Verini», ha detto l’assessore comunale alla Protezione civile, Emanuele Imprudente, «abbiamo effettuato un sopralluogo nell’area interessata dal fuoco. Il fronte dell’incendio si estende per circa 3 chilometri e cambia in continuazione per via delle modifiche della direzione del vento». Dopo il sisma, del 2009, le case più a valle della frazione di Aragno sono state ricostruite, mentre restano da ricostruire quelle della parte più alta, quella vicina all’incendio, dove comunque alcuni edifici risultano abitati.
«In ogni caso», ha spiegato Imprudente, «avevamo già attivato tutte le procedure per evacuare le persone dalle loro abitazioni, in caso di necessità». Sul posto hanno operato per tutto il pomeriggio e poi durante la notte i vigili del fuoco, i carabinieri-forestali, la Protezione civile regionale e comunale, i volontari delle associazioni di Protezione civile e l’esercito.
Visibilmente arrabbiato Paolo Barone, presidente dell’amministrazione separata degli Usi civici di Aragno. «Dieci anni fa avevamo presentato alla Regione un progetto per mettere nella zona telecamere alimentate con pannelli fotovoltaici. Ne sarebbero bastate pochissime, con una spesa irrisoria rispetto ai costi sostenuti per l’emergenza di oggi. Ma non ci hanno dato ascolto». Nella zona di Aragno gli incendi si verificano puntualmente ogni anno. Cosa questa che fa puntare il dito contro la presenza di uno o più piromani. Ed anche per l’incendio di ieri sembra scontata l’origine dolosa.
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