L'Aquila, asili chiusi: le mamme incontrano il sindaco

Continua la mobilitazione di madri ed educatrici dopo la chiusura di due strutture e l'obbligo di portare i figli alla sede di viale Giovanni XXIII
L'AQUILA. Passeggini "parcheggiati" a piano terra di palazzo Fibbioni, in corrispondenza della scalinata che conduce all'ufficio del sindaco dell'Aquila Massimo Cialente. E' a lui che mamme ed educatrici, con tanto di bambini al seguito, hanno chiesto ragione della mancata riapertura di due asili nido su tre, conseguenza del licenziamento di 21 persone (15 educatrici e 7 amministrativi). Il tutto a una settimana dalla prima campanella. Una protesta silenziosa ma compatta per tanti genitori contrari a dover far iscrivere i loro cuccioli a un asilo che non hanno scelto (chiusi Primo Maggio e Ape Tau, tutti confluiranno al Viale Giovanni XXIII), ma soprattutto per le giovani insegnanti precarie che perderanno il posto di lavoro. "Anche se ci sono i fondi", ha spiegato il sindaco Cialente, "non possiamo riconfermare le maestre perché l'Europa ci pone un vincolo di 36 mesi per le assunzioni a tempo determinato. Un problema che si pone anche per i precari della ricostruzione, la partita raggiunge 56 dipendenti, molti dei quali svolgono un ruolo chiave nella gestione e nello smistamento delle pratiche del post-sisma". (fab.i.)
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