L’Aquila Capitale della cultura: la competizione entra nel vivo

22 Febbraio 2024

Il sindaco Biondi rilancia: «Sfida coraggiosa e complessa per il 2026. Noi siamo pronti ed entusiasti» Audizione pubblica il 4 e 5 marzo prima della scelta tra le 10 finaliste. Proclamazione entro il 29 marzo

L’AQUILA. L’Aquila si prepara all’audizione pubblica del 4 e 5 marzo: l’ultimo passo prima della proclamazione ufficiale della Capitale italiana della Cultura 2026 che si terrà entro il 29 marzo. L’audizione sarà l'occasione per ogni candidata di illustrare nel dettaglio il proprio progetto agli esperti che dovranno valutarli.
«L’Aquila Città Multiverso è il titolo del progetto che lancia la candidatura del capoluogo d’Abruzzo verso la fase finale», fanno sapere dall’amministrazione comunale. «Si entra nel vivo della gara, che vede L’Aquila concorrere tra le 10 finaliste con un ambizioso programma di sperimentazione artistica per la creazione di un modello di rilancio socioeconomico territoriale basato proprio sulla cultura, in grado di proiettare L’Aquila “Città territorio”, insieme a Rieti e ai comuni del cratere, verso un futuro costruito su 4 assi: coesione sociale, benessere, innovazione e sostenibilità ambientale». La giuria per la selezione della città Capitale italiana della Cultura 2026, presieduta da Davide Maria Desario, infatti, nei mesi scorsi, ha scelto i 10 progetti finalisti dopo aver esaminato le 16 candidature pervenute. Il sindaco Pierluigi Biondi ha evidenziato che «L’Aquila Capitale della cultura 2026 è innanzitutto un sogno, quello di vedere riconosciuto il grande percorso che la città sta portando avanti dopo il terremoto del 2009, ed è anche il consolidamento della grande tradizione culturale che caratterizza L’Aquila. Affronteremo con serenità tutti gli appuntamenti che ci aspettano». Anche Gaetano Quagliariello, presidente della fondazione Magna Carta, che ha preso parte alla presentazione a Roma (al Mic) del premio letterario Gioacchino Volpe, di cui sarà componente di giuria, ha sottolineato: «Viviamo un periodo in cui tutto è effimero, ma una città che ha sofferto come L’Aquila, che ha promosso e presentato il premio letterario Gioacchino Volpe, dimostra una volta in più che ha saputo fare della conservazione della sua memoria uno degli elementi alla base del suo cammino di rinascita: tutto questo dimostra quanto L’Aquila meriti di essere Capitale della cultura».
Nella stessa occasione si sono schierati a favore della proclamazione del capoluogo abruzzese anche il conduttore Bruno Vespa e il giornalista Antonio Polito, che ha spiegato: «Sostengo convintamente la candidatura dell’Aquila, innanzitutto perché – nonostante si tratti di una città straordinaria – molti italiani hanno avuto modo di conoscerla soltanto in una circostanza tragica, qual è stata il terremoto, ma anche perché la città ha dimostrato in questi anni un’incredibile capacità di rinascere».