L’Aquila città di montagna tra incontri e proiezioni

2 Novembre 2024

L’AQUILA. Ha preso il via la prima edizione dell’iniziativa “L’Aquila città di montagna 2024”.L’evento è nato con l’obiettivo di promuovere e celebrare le risorse montane del territorio, con un’attenz...

L’AQUILA. Ha preso il via la prima edizione dell’iniziativa “L’Aquila città di montagna 2024”.
L’evento è nato con l’obiettivo di promuovere e celebrare le risorse montane del territorio, con un’attenzione speciale al Gran Sasso e alle montagne aquilane, e continuerà fino al 4 novembre in centro. Un evento progettato per valorizzare il patrimonio naturalistico, culturale ed economico del territorio, promuovendo al contempo un turismo sostenibile e responsabile. Tra gli obiettivi principali della manifestazione la creazione di nuove opportunità per lo sviluppo economico locale, con un focus sul contrasto allo spopolamento delle aree interne. E c’è stata anche la prima proiezione del film “Monte Corno-Pareva che io fussi in aria”, diretto da Luca Cococcetta, ospite speciale della serata insieme all’alpinista e interprete del film Hervé Barmasse. La seconda proiezione è prevista stasera.
Aperto anche il Villaggio in Città con il centro storico ad accogliere tutti gli appassionati in uno spazio aperto dove visitatori e cittadini possono partecipare a numerose attività dedicate alla montagna, allo sport e alla cultura. Tra le iniziative il primo Boulder contest “L’Aquila città di montagna”, in memoria di Fabrizio Lepidi. Il Villaggio è un luogo d’incontro e intrattenimento, pensato per offrire un’esperienza autentica a chiunque desideri esplorare le bellezze e le tradizioni montane di questo territorio.
Gli organizzatori lo avevano promesso e ieri sera, quando la campana della chiesa di Santa Maria del Suffragio ha battuto le ore richiamando i fedeli per l’inizio della messa, la musica è stata abbassata. Non c’è stato il silenzio, ovviamente: troppa gente affollava piazza Duomo per la kermesse dedicata al mondo della montagna, coi bambini che provavano l’arrampicata o lo sci di fondo e gli adulti che si aggiravano tra i tanti stand. Lo sfogo di qualche giorno fa del rettore delle Anime Sante, don Daniele Pinton, preoccupato che la musica eccessiva sulla pista da sci potesse in qualche modo turbare la meditazione delle persone arrivate per ricordare i defunti, ha evidentemente sortito il suo effetto. La festa è andata comunque avanti. (r.p.)