L'Aquila, crollo casa della studente, chiesta la conferma delle pene

Il procuratore generale Sgambati ha chiesto 4 anni per i tre responsabili dei lavori di restauro dell'edificio e due anni e mezzo per il tecnico dell'Adsu. Sentenza attesa per la prossima udienza fissata al 28 aprile
L'AQUILA Il sostituto procuratore generale Alberto Sgambati, ha chiesto la conferma della sentenza di primo grado a carico dei quattro imputati condannati o per il crollo della Casa dello Studente nel quale morirono otto giovani e molti altri rimasero feriti in modo grave. Si tratta di Tancredi Rossicone, Berardino Pace e Pietro Centofanti ai quali fu inflitta la pena di quattro anni. Sono i tecnici autori dei lavori di restauro effettuati nel corso del 2000 sullo stabile crollato. Chiesta la conferma della pena di primo grado anche per Pietro Sebastiani, tecnico dell'Azienda per il diritto allo studio che gestiva la struttura, alla pena di anni due e sei mesi. Tutti sono accusati di omicidio colposo plurimo, lesioni e disastro colposo. La prossima udienza del processo di appello ci sarà il 28 aprile e in quella data potrebbe essere pronunciata la sentenza. Tutti i periti sono comunque d'accordo nel sostenere che il progetto del palazzo, edificato nel 1965, era carente sotto molti aspetti. Ma coloro che realizzarono quel fabbricato sono deceduti e dunque non fanno parte del processo.

