L'Aquila, i cittadini assediano il consiglio comunale

Centinaia di residenti di Progetto Case e Map chiedono regole certe per il pagamento di affitti e bollette. Duro botta e risposta con il sindaco Cialente che incontra i manifestanti. E il consigliere di Forza Italia chiede di ripristinare il crocefisso nell'aula consiliare
L'AQUILA. A margine del consiglio comunale convocato oggi, il sindaco dell'Aquila Massimo Cialente incontra i cittadini in un confronto improvvisato davanti alla sede provvisoria del Comune di Villa Gioia. Centinaia i cittadini ammassati attorno alla sede comunale che chiedono regole certe per i pagamenti delle bollette del Progetto Case e Map. I manifestanti, a fronte della minaccia di sfratto per chi non paga, chiedono l'annullamento delle bollette i cui criteri di rilevamento vengono contestati. Cialente è stato oggetto di insulti appena ha guadagnato l'uscita e la polizia ha tenuto a distanza i più esagitati. Il confronto si è poi sviluppato con un serrato botta e risposta.
"Il Comune non si può più permettere di spendere 3 milioni di euro l'anno per le fogne", ha esordito Cialente quando ha cominciato a trattare di numeri e debiti che l'amministrazione sta accumulando e che il governo non intende ripianare. I morosi, insomma, dovranno pagare. E la protesta non si è fatta attendere.
Ancora a margine del consiglio, il consigliere comunale di Forza Italia Roberto Tinari, ha chiesto all'assemblea civica di impegnare il sindaco Massimo Cialente e il presidente del Consiglio comunale, Carlo Benedetti, a ripristinare il crocefisso nell'aula consiliare. Nel documento, Tinari mette in evidenza che «con sentenza definitiva del 18 marzo 2011 la Corte Europea dei diritti dell'uomo, riguardo all'esposizione del crocefisso negli edifici pubblici, ha accolto il ricorso dell'Italia stabilendo con estrema chiarezza che l'esposizione del crocefisso non costituisce alcuna violazione alla libertà religiosa, ma è il riflesso della cultura cattolica maggioritaria e fondamentale nel Paese Italia».

