L’Aquila, il sogno dei tifosi: «Lottare e tornare in alto»

Tanta scaramanzia (nessuno pronuncia la parola serie C) ma certezza dei propri mezzi: «Cappellacci ha dato la svolta, con questa società arriveranno anche i giusti risultati»
L’AQUILA. Fiducia. E voglia di tornare in alto. Sono le parole più ricorrenti negli ambienti dei tifosi dell’Aquila calcio dopo l’arrivo sulla panchina rossoblù di Roberto Cappellacci e la bella prestazione di domenica scorsa, in uno stadio da record - 4.600 spettatori, compresa la rappresentanza ospite – che è tornato a fare festa. Ascoltando i pareri dei tifosi, c’è grande fiducia in Cappellacci, che aveva già guidato L’Aquila calcio per tre anni. Una fiducia che fa il paio con quella che la tifoseria riserva alla società e al progetto di “squadra della gente” e di azionariato popolare. Una società che, a detta della maggior parte dei tifosi, «sta facendo cose straordinarie», un vero e proprio esempio in campo nazionale. «Non potrei parlare», esordisce Maria Assunta Colangelo, supertifosa che segue le partite dell’Aquila appoggiata alle balaustre della curva sud, «perché sono innaorata di Cappellacci (ride) da quando era in panchina anni fa. Conosco il suo sistema di approccio al lavoro, come gestisce i giocatori. A volte, scherzando, chiedeva a noi tifosi se c’era qualche sostituzione da fare. Ma aveva sempre le idee chiare».
«Sono sempre positiva e vedo che i tifosi stanno reagendo bene», a parlare stavolta è un’altra supertifosa, Stefania, per tutti Stefy Ianni, del bar Racing, a poche centinaia di metri dallo stadio Gran Sasso. Qui i tifosi si fermano prima e dopo la partita. «Il campionato è lungo, la classifica non è poi così male. E se domenica prossima dovessimo fare un risultato utile, il campionato resterebbe aperto». A molti tifosi è dispiaciuto l’esonero di Massimo Epifani, l’allenatore della cavalcata dello scorso anno. «Mi sarebbe piaciuto se fosse rimasto con noi, magari con un altro ruolo», spiega Giampaolo Arduini, ex vicesindaco, il politico che si è lungamente speso proprio per realizzare lo stadio Gran Sasso-Italo Acconcia. E da ex assessore ricorda anche i progetti che erano in cantiere e che secondo lui potrebbero essere rispolverati. «Volevamo fare un parcheggio a sud, ma poi il progetto si è arenato. Oggi secondo me quel progetto potrebbe tornare in auge, magari utilizzando come merce di scambio gli appartamenti della sostituzione edilizia». Una permuta, così come si è fatto per il parcheggio a Porta Leoni e per il piano di riqualificazione di via Cola dell’Amatrice. «Sul piano sportivo», riprende, «a livello di gioco c’era comunque bisogno di una scossa e Cappellacci sembra l’uomo giusto per dare una strigliata all'ambiente».
«Ho sensazioni molto positive», è l’opinione di Antonio Natellis, «bisogna vedere se l’atteggiamento visto in campo con l’Avezzano continuerà per il resto della stagione. La partita di domenica prossima è comunque fondamentale. Non vorrei sbagliare ma secondo me siamo forti».
«In un primo momento il cambio di allenatore ci ha lasciato interdetti», racconta Sandro De Vecchis, «ma noi siamo fiduciosi. Aspettiamo che arrivino i risultati. Ci vorrà un po’ di tempo, ma con questa società i risultati arriveranno sicuramente».
La società, frutto di un progetto innovativo unico in Italia, sta mettendo in campo numerose proposte. Ne accenna Fabio Venanzi, che ricorda i progetti in itinere, «l'azionariato popolare, la demolizione del lato nord dello stadio Gran Sasso, il successo dello store in centro, l'arrivo a breve dello store on line, e molto altro...».

