L’Aquila in campo, ma i problemi restano

8 Ottobre 2017

Da Villa Sant’Angelo riparte l’avventura dei neroverdi in A. Il sindaco Biondi: «Finalmente». Sostegni all’appello di Troiani

L’AQUILA. C’è tanto di simbolico nel fatto che i ragazzi dell’Aquila rugby riescano oggi a scendere in campo nel derby con la Gran Sasso (ore 15,30 a Villa Sant’Angelo, altro servizio nello Sport). A sottolinearlo è una persona non solo coinvolta in prima persona nelle dinamiche del club neroverde – in quanto sindaco dell’Aquila – ma anche protagonista dell’ascesa della squadra che occuperà l’altra metà del campo, come ex primo cittadino di Villa Sant’Angelo, quartier generale della Gran Sasso. Pierluigi Biondi nei giorni scorsi ha ricevuto i vertici della Polisportiva per prendere in consegna i nulla osta degli atleti ceduti, in prestito o a titolo definitivo, alla società diretta da Luigi Fabiani. «Si gioca, finalmente», sottolinea Biondi, «e questo rappresenta un primo segnale importante non solo per la città, ma per tutto il movimento».
La vicenda è controversa. Da una parte le sorti di un sodalizio che per molti anni ha portato i colori aquilani in giro per l’Italia e per l’Europa. Dall’altra il futuro di questo sport nell’Aquilano. «Purtroppo», spiega Biondi, «le difficoltà di sopravvivenza di questa realtà rischiano di avere ripercussioni anche sulle altre società, a partire dalla stessa Gran Sasso, poi passando per il Paganica, la Rugby experience e via dicendo». Un ragionamento che include anche quel che resta del Cus L’Aquila. «Il momento è delicato», aggiunge Biondi. «Per questo mi trovo a rinnovare un appello alla città e alle forze imprenditoriali perché si stringano attorno a un simbolo di questa terra che, seppur tra mille difficoltà, ha iniziato un percorso che andrà portato avanti sino alla fine». Un messaggio che si aggiunge a un altro appello, quello del tecnico Vincenzo Troiani che nelle ultime ore ha ribadito di non volere “giocatori di cartone” ma un gruppo in carne e ossa in grado di affrontare le sollecitazioni di una stagione cadetta. Tra le parole di sostegno quelle di Marzio Zanato, ex tecnico neroverde e ora formatore nel campo della pallaovale. «Bravo», scrive. «Oltre al ricambio generazionale ci vogliono competenze e non amici degli amici». Un commento, questo, che sui social network ha scatenato un dibattito aperto con Terenzio De Benedictis, pronto a ribadire che è importante distinguere il piano tecnico da quello politico. Il monito di Troiani serve anche a invogliare ex giocatori a tornare alla base. Tra questi l’estremo Stefano Paolucci. «La salvaguardia della squadra rappresenta una responsabilità collettiva di cui dobbiamo assolutamente farci carico. Dobbiamo farlo per i nostri figli. Il rugby come anche gli altri sport possono sicuramente fare del bene ai giovani aquilani ai quali sono venuti a mancare, anche a causa del sisma, dei punti di riferimento. Abbraccio assolutamente la tua idea e mi metto a disposizione per dare una mano». (fab.i.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.