L'Aquila, picchia e rapina una prostituta, poi la denuncia: arrestato

24 Agosto 2017

Le indagini della polizia hanno smascherato il tentativo del 36enne che a giugno aggredì la nigeriana. Ora l'uomo è ristretto ai domiciliari

L'AQUILA. Rapina una prostituta di 110 euro, perde il telefonino e denuncia alla polizia di essere vittima lui stesso di una rapina. Per questo motivo un aquilano di 36 anni questa mattina è finito agli arresti domiciliari. I fatti sono avvenuti a giugno scorso. Le indagini svolte dalla Squadra Mobile sono state avviate a seguito di una denuncia presentata alla Questura dell'Aquila da una prostituta di nazionalità nigeriana. La donna dichiarava che, nella notte del 15 giugno, dopo aver contrattato una prestazione sessuale in cambio di 50 euro e dopo aver consumato un rapporto sessuale con un cliente, veniva dapprima percossa e successivamente rapinata della somma di 110 euro e che, nel corso della colluttazione con il suo aggressore, riusciva a fuggire dall'auto del suo aggressore. Inseguita nella zona del Carrefour, quest'ultimo perdeva il proprio telefono. La prostituta, dopo aver raccontato nei minimi dettagli quanto accaduto alla guardia giurata presente nel centro commerciale, riconosceva in foto il suo aggressore e consegnava agli investigatori il telefono del rapinatore. Gli operatori della Squadra Mobile, coadiuvati anche dal personale della Squadra Volante intervenuto sul posto la notte del 15 giugno a seguito di chiamata al 113, riuscivano a ricostruire la dinamica dei fatti e l'analisi del tabulato telefonico confermava in maniera obbiettiva quanto dichiarato dalla vittima, permettendo di raccogliere gravi indizi di colpevolezza in ordine alla commissione di rapina aggravata. Decisive per le indagini sono state anche le testimonianze di una collega prostituta della vittima e della guardia giurata. Il giovane è stato anche denunciato per calunnia, in quanto ha tentato di precostituirsi un alibi, dichiarando falsamente di essere stato rapinato del proprio telefono cellulare da un uomo di colore. Ora è ai domiciliari in attesa di processo.