L’Aquila Possibile, nome conteso «Di Benedetto non può utilizzarlo»

15 Luglio 2017

L’AQUILA. «Di Benedetto cambi nome al suo movimento». Il comitato aquilano del partito Possibile diffida Il Passo Possibile, lista elettorale legata al candidato del centrosinistra che ora si sta...

L’AQUILA. «Di Benedetto cambi nome al suo movimento». Il comitato aquilano del partito Possibile diffida Il Passo Possibile, lista elettorale legata al candidato del centrosinistra che ora si sta strutturando come movimento, a mantenere la propria denominazione. «Stiamo verificando la situazione», la replica del coordinatore Fabrizio Ciccarelli, «ma pare strano che il nome di un movimento cittadino non possa avere un’assonanza con un altro partito». Il comitato “Leone Ginzburg” L’Aquila ha diffuso un comunicato stampa in cui si fa riferimento alle “ambiguità” fra i due nomi, sottolineando che il loro partito esiste da due anni: «Abbiamo tollerato fin troppo, ora basta. Apprendiamo basiti dalla stampa», si legge nella nota, «che la lista elettorale legata ad Americo Di Benedetto intenda strutturarsi come movimento o associazione o altro: bene, auguri, ma diffidiamo fin d’ora a voler infine cambiare il nome, visto che Possibile è il nome del nostro partito, fondato oltre due anni fa a Roma, e regolarmente iscritto come tale nelle liste del ministero degli Interni, con proprio logo e simbolo, proprio statuto e propri organismi nazionali e territoriali. Soprattutto nulla può avere a che fare con la nostra storia e attività politica, sia nazionale sia locale, fatta in strada tra le persone e, come tutti sanno anche in questa città, vecchio stile». Da qui l’invito perentorio a cambiare nome, che suona anche come un giudizio di natura politica. «Si diano un nome qualsiasi», prosegue la nota, «ma certamente non quello con cui si sono presentati alle comunali, né certamente di un’associazione, un movimento o quant’altro: il Passo Possibile proprio no. Basta giocare su questa ambiguità che porta solo confusione nei cittadini e nell’elettorato. Una cosa poteva essere una lista, altra cosa è organizzazione politica, seppur locale. Nulla può essere accomunato al nostro partito, come politiche, come idee e, aggiungiamo, come modi. La nostra posizione politica è sempre stata chiarissima, né può essere tollerato un nome fin troppo simile al nostro. Certamente non con chi ha candidato nel sedicente centrosinistra persone con storia e vissuto di destra e destra estrema. Stupisce che la conclamata sensibilità del referente, abbia peccato e pecchi nell’occasione, questa, che non è affatto di secondaria importanza. Giochino pure con tutte le ambiguità come credono, da destra a sinistra e ritorno, ma pensino a un altro nome e chiariscano le proprie idee, che ci sembrano piuttosto confuse. Tutto ha un limite, che è stato superato: ora basta giochetti». «Per il resto», conclude, «in bocca al lupo e buona strada, anzi buon passo, certamente non possibile». Una richiesta che sorprende, e non poco, il coordinatore del movimento Il Passo Possibile: «Stiamo andando in fondo alla questione», spiega Ciccarelli, «e solo dopo risponderemo con contezza. Sorprende però che l’accusa si basi su una presunta omonimia, visto che solo di questo si tratta, e soprattutto che arrivi subito dopo le consultazioni elettorali. Pare proprio una esagerazione. Se un movimento cittadino prende l’8,7 per cento dei consensi, non credo dipenda dal nome, ma dalla fiducia accordata alle persone che ne fanno parte. Detto questo, chiariremo se la loro diffida è fondata, oppure no».
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