L’Aquila punta sui B&B: «Nel 2022 ne sono nati 50»

Palmisano eletto presidente di Federalberghi Extra, è tra i primi gruppi in Italia: «In città ancora pochi posti letto per i viaggiatori, ma il settore è in forte crescita»
L’AQUILA. Meno di tremila turisti al giorno. Questa è la capienza massima delle strutture ricettive dell’Aquila. Troppo ridotta, almeno al momento, per le grandi ambizioni della città che, dopo la storica visita di Papa Francesco e l’altrettanto storica concessione di un anno di indulgenza alla Porta Santa, ha deciso di puntare forte sul turismo, da quello religioso a quello storico, artistico e culturale, ma anche naturalistico e la novità di quello “esperienziale”. Ma qualcosa nella ricettività si sta muovendo: «Nel 2022 sono nate almeno 50 strutture extralberghiere soltanto nel centro storico dell’Aquila, la crescita è esponenziale». Parola di Francesco Palmisano, eletto ieri mattina presidente provinciale di Federalberghi Extra, la branca di Confcommercio per il settore di Bed and Breakfast, case vacanze, alloggi turistici e campeggi. L’ambizione è enorme: «Il nostro obiettivo è che il territorio aquilano possa diventare, tra cinque/dieci anni, punto di riferimento turistico del Centro Sud Italia». La stessa nascita dell’associazione è un segnale importante: sono pochissimi i capoluoghi che hanno Federalberghi Extra in Italia. Con Palmisano, nel direttivo aquilano anche la vicepresidente Marianna Colantoni e poi Carmine Parisse, Roberto Alessandroni, Benedetta Gizzi, Igor Antonelli, Lorenzo Porrelli, Catherine De Zagon, Oscar D’Andrea, Simona D’Attilio e Daniele Stratta. Quest’ultimo, già segretario della Fipe-Confcommercio, è tra quelli che più si sono impegnati nella nascita della Federalberghi Extra locale.
LA RICETTA
«Investimenti e opportunità enormi si stanno trasferendo sul turismo esperienziale, che per le sue caratteristiche si lega di più alle strutture extra-alberghiere», spiega Palmisano, «e il nostro territorio ha la grande fortuna di poter soddisfare ogni esperienza, da quelle “outdoor” come escursioni, mountain bike, sci e sport estremi, fino a quelle di contatto con la gente, con la vita nei borghi, con l’enogastronomia e l’artigianato. Questo insieme ai tesori di cultura, storia, arte e anche religione. E la visita di Papa Francesco di agosto può dare un impulso importante: abbiamo toccato l’apice di visibilità e pubblicità, si vede anche più movimento. Ma non dobbiamo perdere il treno. Ora servono comunicazione, servizi e il potenziamento dell’offerta turistica, anche per destagionalizzare: l’inverno aquilano è sottovalutato, persino sulle piste da sci. Non basta però l’impegno dell’amministrazione comunale. Servono più posti letto per i turisti, ma anche formazione e rete degli operatori turistici: manca infatti una “cultura turistica” per i grandi numeri. Anche per questo è nata Federalberghi Extra».
I NUMERI
Al momento, del resto, i dati ufficiali dell’Istat dicono che l’Aquila ha ancora numeri turistici ridotti. Il capoluogo, nonostante l’enormità del suo territorio e la vastità della sua offerta per i viaggiatori, nel 2021 aveva 177 attività ricettive, con un totale di 2.862 posti letto per turisti. In crescita l’extra-alberghiero, tanto da aver superato ufficialmente l’alberghiero: 1.485 posti letto contro 1.377. I numeri degli hotel, infatti, sono fermi. E mancano strutture di lusso, almeno fino al restauro dell’hotel di Campo Imperatore.
Nella provincia, dove i posti letto per turisti sono 23.775, L’Aquila ha comunque i numeri più importanti. Dopo il capoluogo vengono le strutture turistiche di Roccaraso (2.321 posti) e Pescasseroli (2.175). Tra le città principali dell’Aquilano, invece, Castel di Sangro ha 861 posti per turisti, Sulmona ne ha 809, Avezzano soltanto 313.
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