L'Aquila, «Rischio di altre mazzette»: gli arrestati non escono

Ecco le motivazioni con le quali il gip boccia la revoca dei domiciliari. Oggi interrogatori dal pm per gli imprenditori e i funzionari comunali coinvolti
L’AQUILA. In trenta righe il giudice per le indagini preliminari liquida con un secco no le richieste di revoca delle misure cautelari per gli indagati nell’inchiesta sulle mazzette negli appalti sui puntellamenti. Una decisione in linea con il parere della Procura.
A suo dire, infatti, gli interrogatori non hanno cambiato il quadro probatorio: Pierluigi Tancredi, Maurizio Polisini e Andrea Polisini, dunque, restano ai domiciliari mentre Nicola Santoro dovrà osservare ancora l’obbligo di dimora e quello di firma.
«Tuttora sussistono», spiega il giudice Giuseppe Romano Gargarella, «le ragioni cautelari alla base della misura in atto rilevato che tuttora non sono stati prospettati elementi nuovi che facciano venire meno tali esigenze; per cui non vi è motivo alcuno di ritenere non più sussistente il pericolo di reiterazione del reato da parte degli odierni indagati, e nemmeno il pericolo di inquinamento probatorio. Del resto le affermazioni degli indagati non hanno in alcun modo attenuato le esigenze cautelari. Infine per i Polisini non appare allo stato che anche la revoca delle cariche e dei poteri e compiti degli stessi possa elidere tali esigenze poiché in ogni caso non appare reciso il legame degli stessi con la Edilcostruzioni, con conseguente possibilità di muoversi nell’ambito della stessa».
«Per il Santoro», scrive ancora Gargarella, «non appare opportuno procedere alla modifica dell’obbligo di dimora a Roma in quanto, anzi, un tale spostamento in una città così estesa dove lo stesso ha iniziato l’attività di una nuova società potrebbe rendere nulle o comunque ridurre le possibilità di controllo dello stesso oggi in concreto praticabili».
Naturalmente la battaglia legale prosegue. Infatti gli avvocati Maurizio Dionisio, Antonio Milo, Stefano Rossi, Leonardo Arnese hanno già presentato il ricorso al Riesame contro questa decisione che verrà discusso lunedì 10 agosto. Questo perché la loro impressione è che gli inquirenti intendano tenere a lungo i sospettati ai domiciliari.
Sempre in tema di atti difensivi gli avvocati della Dipe Riccardo Lopardi e Massimo Carosi hanno depositato le richieste di dissequestro di alcune somme. Quanto alle posizioni degli imprenditori Giancarlo Di Persio e Mauro Pellegrini, ovvero i titolari della Dipe, i loro avvocati intendono leggere bene le carte prima di fare mosse importanti.
Oggi, comunque, il pm sentirà gli imprenditori ai domiciliari e i tre funzionari comunali, che sono solo indagati, Mario Di Gregorio, Carlo Cafaggi, Giuseppe Galassi, i quali saranno ascoltati in merito a un presunto caso di abuso d’ufficio per l’assegnazione di un appalto per la messa in sicurezza della vecchia sede della Prefettura.
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