L'Aquila, scandalo balconi: chiesto il rinvio a giudizio per 29 persone

Tra gli incriminati per la frode sulle pubbliche forniture anche Dolci e Calvi (Commissione Grandi Rischi) e sei funzionari comunali, oltre al titolare della ditta fornitrice dei materiali, ai titolari delle aziende che realizzarono i balconi, tecnici e collaudatori
L'AQUILA. La Procura ha formalmente incriminato 29 persone nell’inchiesta sullo scandalo balconi al Progetto case. Una vicenda poggiata su una presunta frode nelle pubbliche forniture per 18 milioni ai danni dello Stato che il pubblico ministero Roberta D’Avolio e la Forestale hanno avviato dopo il crollo del balcone al Piano case di Cese di Preturo il 2 settembre 2014. Nelle richieste di rinvio a giudizio ci sono anche due imputati nel processo all'ex commissione Grandi rischi, poi assolti in via definitiva. Si tratta di Mauro Dolce, responsabile unico del procedimento e Gian Michele Calvi, progettista e direttore dei lavori. A loro, come a quelli che hanno presenziato ai lavori e al collaudo, si contesta la frode nelle pubbliche forniture: balconi realizzati male e con legno di scarsa qualità. Imputati anche sei funzionari comunali per omesso controllo nella manutenzione: Mario Corridore, Mario Di Gregorio, Vittorio Fabrizi, Enrica De Paulis, Carlo Cafaggi e Marco Balassone. Tra gli imputati, per falso, anche il capo della Conferenza dei rettori (Crui) Gaetano Manfredi, nella veste di collaudatore. Nel mirino anche la Safwood di Piacenza, visto che è imputato Markus Alois Odermatt, presidente del cda della ditta fornitrice del materiale di dubbia idoneità e i dirigenti Fabio Serena e Giampaolo Paraboschi.
Sono accusati di truffa i titolari delle imprese campane: Francesco Tuccillo, Carlo Mastrolilli De Angelis, Davide Dragone, Wolk Chitis, Carmine Guarino (direttore cantieri). A queste persone coinvolte si aggiungono numerosi collaudatori e tecnici: Paolo Emilio Pinto, Edoardo Cosenza, Paolo Zanon, Claudio Moroni, Michele D’Adamo, Luca Pagani, Emilia Aloise, Stefano Vitalini, Sergio Sabato, Dino Bonadies, Paolo Delfanti. Il pm ha chiesto l’archiviazione per il funzionario comunale Lucio Nardis, per il collega (in pensione) Renato Amorosi e per alcuni tecnici. Chiesta l’archiviazione per Claudio Levorato, responsabile della Manutencoop.
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