«L’Aquila sede del datacenter»

30 Aprile 2015

Di Cesare: la Regione sostenga con investimenti la creazione di questa struttura nel capoluogo

L’AQUILA. «La Presidenza del Consiglio dei ministri ha da tempo emanato delle linee guida per la razionalizzazione della infrastruttura digitale della pubblica amministrazione. In estrema sintesi si prevede che le Regioni debbano individuare un unico datacenter regionale di cui tutte le amministrazioni locali, comprese le Asl, dovranno servirsi». A parlare è Ettore Di Cesare ( Appello per L’Aquila), che aggiunge: «I datacenter sono quei luoghi che ospitano grandi quantità di server, sistemi di archiviazione dati e, in generale, sistemi informatici e di telecomunicazione. La situazione attuale è che ogni singola amministrazione locale gestisce come vuole i propri server, potenti computer che gestiscono siti, posta elettronica, applicazioni ed elaborazione dati, determinando una situazione di frammentazione con grossi sprechi in termini di costi, efficienza, sicurezza e qualità dei servizi. Dei datacenter regionali, successivamente ne verranno individuati cinque che opereranno anche come centri principali delle macroaree del Paese (uno, per esempio, sarà dedicato al centro Italia). In questo caso L’Aquila, per varie ragioni, appare come sede naturale del datacenter unico regionale, la prima delle quali è che questo territorio si vuole caratterizzare come città della conoscenza e della ricerca. La Regione quindi è chiamata a compiere una scelta: è disposta a sostenere con investimenti, e non a chiacchiere, la creazione di un nuovo e importante datacenter all’Aquila? Sarebbe molto più utile di cento leggi su L’Aquila capoluogo e dimostrerebbe che ha scelto la nostra città come polo per l’innovazione digitale. Tradotto significa posti di lavoro stabili e qualificati, sia nel pubblico che nel privato. È un’occasione da non perdere e su cui misurare se le strategie di sviluppo locali sono supportate da una visione regionale. Sarebbe un tassello fondamentale per tenere tutto: il datacenter, la città della conoscenza e della ricerca, la fibra ottica fin dentro case e aziende. Anche per quanto riguarda i fondi per le attività produttive, quel 5% per la ricostruzione dedicato allo scopo, un settore industriale non vale un altro e se gli investimenti si vanno ad inserire in una strategia complessiva non potrà che beneficiarne il territorio e la stabilità dei posti di lavori creati. E quei contributi pubblici si devono trasformare in posti di lavoro, cosa ad oggi non accaduta. In questi giorni la Regione sta decidendo il da farsi con la redazione del Piano di informatizzazione, noi concretamente proponiamo alla Regione di prevedere la costruzione all’Aquila del nuovo datacenter unico regionale, utilizzando come backup quello di Tortoreto, per poi candidarlo anche come uno dei datacenter di livello nazionale. Chiediamo di finanziare la costruzione del nuovo datacenter, come previsto dalle linee guida nazionali, anche con fondi comunitari, di attivare immediatamente un tavolo di coordinamento tra tutte le amministrazioni ed enti pubblici interessati (in particolare Università, Infn e Telespazio). La Regione, inoltre, deve scegliere il modello misto di partnership pubblico-privata, individuando i soggetti privati con una gara pubblica anche con la possibilità che questi ultimi possano accedere ai contributi per lo sviluppo economico previsti dal 5% dei fondi per la ricostruzione. Infine chiediamo il coinvolgimento di tutti gli attori del territorio, dalle amministrazioni alle imprese, dai tecnici ai cittadini che su questo tema si sono già mobilitati. Il Comune deve favorire questa strategia, anche mettendo a disposizione gli spazi industriali di sua proprietà inutilizzati e combattere affinché la Regione investa nel nostro territorio in questa direzione».

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