L’Aquila settebellezze, fuori i secondi

19 Novembre 2018

I rossoblù segnano sette gol all’ex capolista e si riprendono la vetta. Solitaria invasione di campo di un tifoso marsicano

L’AQUILA. C’è persino lo show del mancato striker marsicano (colpa del freddo, sicuramente), che ha tutto il tempo di scavalcare, nello stadio senza barriere, e di andargliene a dire quattro, in primis all’arbitro, poi ai componenti della panchina ospite prima di perdersi il telefonino, fare marcia indietro con tanto di scivolone a terra e risata generale, fino a quando non viene braccato da steward e agenti di polizia sorpresi dalla fulminea quanto solitaria invasione di campo partita dal pur presidiato settore ospiti. E ora rischia una denuncia.
Nel 7-2 dell’Aquila contro l’ex capolista San Benedetto-Venere (seguita da 87 tifosi sugli 853 tagliandi totali), la scenetta successiva all’espulsione di Lusi vale da sola il prezzo del biglietto (sia detto per chi lo paga). È, sì, l’ennesima goleada, quella dell’undici di Cappellacci. Ma stavolta c’è qualcosa in più. L’avversaria che prende sette gol è, dicono, una candidata alla vittoria del campionato. Finora, di reti ne aveva incassate appena tre. Qualcosa, insomma, vorrà pur dire. «Troppa grazia», avrebbe sussurrato, sornione, il compianto dirigente Gigi Bastida, ricordato con un minuto di silenzio e applausi. La squadra rossoblù appare sempre più calata nel suo ruolo di leader in un contesto che le è assolutamente estraneo, come si ripeterà fino alla noia. L’undici di Cappellacci prende a morsi la partita. Segna dopo appena 2’ con il capitano e difensore Nicola Di Francia, che più avanti ne farà un altro. E non lascia agli ospiti neppure lo spazio per un tiro in porta che sia uno. Per tutto il primo tempo. Nella ripresa, sul 3-0, l’unica indecisione con la difesa che si apre e lascia passare Ettorre (anche lui replicherà più avanti direttamente su punizione strappando applausi anche sul fronte aquilano). In mezzo a questi due momenti di appannamento, L’Aquila macina gioco e amministra, manda in gol i difensori e i centrocampisti (doppiette di Di Francia e Carosone e gol di Pizzola, Maisto e Baraldi), martella l’avversario sulle fasce, tra un colpo di tacco e un’entrata decisa, e si chiude bene per poi ripartire in due passaggi. Insomma, una squadra che assume sempre di più una sua fisionomia ben definita, sia in casa sia in trasferta, anche di fronte a test asseritamente probanti come questo. Due terzi del girone di andata vanno in archivio con una formazione nuova di zecca, prima in classifica, che ha messo in fila una dietro l’altra nove vittorie dopo la battuta d’arresto nell’esordio col Pizzoli. Una macchina da gol (45 reti e appena 4 subite) e di bel gioco. E una simpatia che il pubblico dimostra di ricambiare. Prossimo impegno la trasferta in casa del Real Carsoli.
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