L'Aquila, Taddei: "Il fallimento della Edimo non è dipeso da noi"

4 Marzo 2015

Il patron del gruppo si difende e avvia indagine interna: voglio salvare l’azienda. C'è attesa per la riunione del tavolo tecnico in Regione

L’AQUILA. Approda sul tavolo della Regione la vertenza della Edimo spa, dichiarata fallita dal tribunale di Roma il 17 febbraio. L’incontro istituzionale, convocato dal vicepresidente della giunta regionale Giovanni Lolli, si svolgerà stamani, alle 9. Sotto la sede di Palazzo Silone, in contemporanea, è previsto un sit-in dei 120 lavoratori. Intanto, la proprietà del gruppo Edimo prende posizione e annuncia di essere impegnata per la salvaguardia del futuro occupazionale e produttivo dell’azienda, anche per scongiurare ulteriori conseguenze. Al tavolo in programma nella sala Celestino della sede della Regione sono stati invitati partecipare i vertici della Edimo spa, i rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl e Uil, di Fiom, Fim e Uilm, di Fillea, Filca e Feneal, la Confindustria e l’Ance, nonché il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente, il sindaco facente funzioni di Poggio Picenze Luca Frittella e il presidente della Provincia Antonio Del Corvo. Assente il curatore fallimentare Luigi Labonia, che sta ancora concludendo le necessarie verifiche. «Si tratta di un incontro istituzionale», spiega il vicepresidente Lolli, «che servirà per affrontare la situazione e le prospettive dei lavoratori e delle aziende del gruppo Edimo, dopo l’avvio della procedura fallimentare disposta dal tribunale di Roma».

Nei prossimi giorni verrà convocata, come assicurato ai sindacati, anche la riunione richiesta al prefetto Francesco Alecci. La famiglia Taddei, che guida la holding specializzata nelle grandi realizzazioni industriali, auspica una veloce ripresa dell’attività produttiva: «Siamo impegnati con tutta la dirigenza giorno e notte», afferma il patron del gruppo Carlo Taddei, «a salvaguardare il futuro occupazionale e produttivo del gruppo, evitando che quanto accaduto possa causare conseguenze ancora più drammatiche. Il pensiero va ai dipendenti, ai fornitori e ai committenti che, da sempre, ci sono vicini. Tanto che il rapporto, fin dal 1969, non è mai stato di dipendenza, ma di fratellanza». La dichiarazione del fallimento della Edimo spa, che detiene il 90% delle quote del gruppo, è stata un fulmine a ciel sereno anche per la proprietà. «Non riusciamo ancora a capacitarci di un epilogo tanto inatteso quanto funesto. Stiamo facendo verifiche interne per stabilire la causa», prosegue Taddei. «Ci pronunceremo nel momento in cui riusciremo ad avere i risultati. Il nostro obiettivo, che perseguiremo con tutte le nostre forze, è uscire prima possibile da questa situazione drammatica che – rimarchiamo con chiarezza e fermezza – non è dipesa dalla nostra volontà. Lo testimonia il fatto che siamo da anni in prima linea per superare gli ostacoli generati da una crisi europea e locale senza precedenti».

In tal senso, l’imprenditore sottolinea il fatto che «per contrastare il periodo difficile, da tempo abbiamo promosso un’azione di ristrutturazione fatta di tagli e tanti sacrifici da parte di tutti. Il nostro programma, tuttavia, prevedeva una ripresa nel prossimo autunno con il conseguente inizio del rientro delle esposizioni. Vogliamo dare seguito all’ attività per salvaguardare posti di lavoro e quindi le famiglie dei nostri dipendenti».

Il patron Taddei lunedì scorso ha incontrato i lavoratori in assemblea: «Abbiamo spiegato la nostra strategia e illustrato le problematiche ai dipendenti e ai sindacati. Il nostro auspicio è di riprendere l’attività prima possibile. Eventuali osservazioni e critiche che vengono da persone incompetenti», evidenzia Taddei, «sono a nostro avviso errate e superficiali, dal momento che non sono avvalorate da quanto in realtà accaduto. In riferimento agli sviluppi della situazione, sarà nostra cura, nei giorni a venire, tenere aggiornati dipendenti, fornitori e l’opinione pubblica sulle scelte e le decisioni che si andranno ad adottare per voltare pagina. Vogliamo uscire assolutamente da questa situazione», conclude il patron della Edimo, «per dare risposte nel minore tempo possibile ai dipendenti, all’indotto e alla città intera».

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