L’Aquila vuole diventare Capitale della cultura

17 Gennaio 2018

L’assessorato comunale sta esaminando la possibilità di partecipare per il 2021 Cialente: nel 2014 a livello europeo ci penalizzò la mancata ricostruzione del centro

L’AQUILA. L’Aquila prepara la candidatura per partecipare al bando per diventare Capitale italiana della cultura.
Dal 2014, da quando cioè è stata istituita dal ministero dei Beni e della Attività Culturali e del Turismo, L’Aquila ha partecipato nel 2014, a quella europea, ma senza successo.
La nuova giunta guidata dal sindaco Pierluigi Biondi, sta preparando la partecipazione al bando del 2021, come ha confermato anche l’assessore comunale alla Cultura, Sabrina Di Cosimo.
Diventare Capitale italiana della cultura, che per ora ha la durata di un anno, può rappresentare l’anticamera della partecipazione al bando per la Capitale europea della cultura.
Un bando che però risulta più complesso e articolato e ora in fase anche di cambiamento, da parte del Parlamento europeo e della Commissione che assegna il titolo. Una delle novità più importanti riguarda la durata del titolo di Capitale europea della cultura, che da un anno dovrebbe passare a tre.
A livello europeo questo riconoscimento esiste dal 1985 e sono 50 le città alle quali è stato assegnato il titolo. L’Aquila non compare tra queste.
«Abbiamo partecipato al bando nel 2014 per il 2019 (per la Capitale europea della cultura la documentazione si presenta quattro anni prima, ndr), ma il titolo l’hanno assegnato a Matera», afferma l’ex sindaco Massimo Cialente. «Avevamo concorrenti come Venezia, ma non è per questo che non hanno preso in considerazione la nostra proposta, ma semplicemente – e me lo disse personalmente il commissario inglese – perché nel 2014 non c’era alcuna certezza sulla ricostruzione della città, in particolare del centro storico e degli edifici pubblici. Come in effetti poi è accaduto. E non c’era certezza neppure sui soldi per la ricostruzione».
«Poi avremmo voluto partecipare al bando per la Capitale italiana della cultura, ma decidemmo che sarebbe stato conveniente aspettare ancora qualche tempo e vedere prima la ricostruzione di buona parte del centro storico e di qualcosa di pubblico». D’altronde non avere una sede storica del Comune – Palazzo Margherita – e prestigiosa, come hanno le città che partecipano al bando, è un handicap non indifferente. L’assessore comunale alla Cultura, Sabrina Di Cosimo, ha detto che sta preparando la partecipazione al bando per il 2021, per quanto riguarda la Capitale italiana.
Qualche speranza, tra due anni, potrebbe esserci, se ci saranno edifici pubblici e centro storico in gran parte ricostruiti.
L’Aquila sta cercando anche di proporsi – già dalla ex giunta Cialente – per la candidatura della Perdonanza a Patrimonio immateriale dell’Unesco.
Ma per ora la pratica è sospesa, perché la richiesta di proposta della candidatura deve essere aggiornata.
C’è stata non poca polemica, tra la ex amministrazione e quella attuale, perché da ministero inviarono una lettera al Comune (che sembra non sia mai arrivata) invitandolo a ripresentare la documentazione aggiornata. Alla fine della diatriba il sindaco e l’assessore Di Cosimo rassicurarono sul loro interessamento per mandare avanti la pratica. «Gli aquilani possono stare tranquilli», dissero, «produrremo la documentazione nei termini previsti, entro il 30 marzo 2018».
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