L’Archeoclub boccia l’idea di un ponte sulla città

2 Dicembre 2015

La presidente Acone: opera inutile e fortemente impattante sul paesaggio L’associazione chiede di potenziare collegamenti alternativi con la capitale

L’AQUILA. L’animato dibattito sull’opportunità di realizzare o meno il ponte di collegamento tra il centro (Porta Napoli) e la Mausonia non poteva lasciare fuori l’Archeoclub L’Aquila. A tal proposito, la presidente Maria Rita Acone non nasconde delle perplessità sull’impatto che quest’opera avrebbe sulle aree storiche della città. «Si parla di mobilità sostenibile e tutti sembrano concordi sulla necessità di ridurre il traffico privato a favore di un efficiente trasporto pubblico e di un uso sempre più diffuso di strade dedicate a ciclisti e pedoni», valuta. «Si rimane quindi francamente stupiti nell’apprendere che una delle opere ritenute strategiche per il rilancio di L’Aquila, smart city del futuro, sia un “megaponte” che possa evitare a felici automobilisti una manciata di chilometri per raggiungere dal centro cittadino l’area dedicata alle attività commerciali. Ancora una volta non si tiene conto del prezzo da pagare in termini di bellezza, di cui tanto si parla, e di “paesaggio”, termine che racchiude in sé significati sconosciuti ai più, considerato quanto poco sia stato rispettato in tempi anche recenti». L’attenzione della Acone si concentra sul fiume Aterno e la sua valle: «culla della nostra storia, sono stati offesi da cavalcavia, nuove strade, nuovi insediamenti civili e industriali spesso inutilizzati o sottoutilizzati. Basti pensare, ad esempio, alla distruzione della collina su cui è stato realizzato il progetto Case di Bazzano e al cavalcavia costruito in quell’area proprio per creare quella tangenziale, già realizzata, di cui invece ancora si parla in relazione a questo nuovo progetto il cui costo non sarà certo irrisorio».

In tal senso, l’Archeoclub propone un’attenta riflessione: «La strategia per il futuro della città potrebbe invece passare per la creazione di alternative su rotaia, sull’uso di mezzi di trasporto idonei e non inquinanti, sull’educazione a un uso sempre più limitato dell’auto». Le possibilità in termini di mobilità sostenibile sono diverse. «Si potrebbe forse pensare a un collegamento ferroviario con Roma o almeno a una diversa integrazione fra il trasporto su gomma e quello ferroviario per rendere quanto meno certi i tempi di percorrenza», sottolinea l’Acone. «I dieci milioni di euro preventivati per il nuovo ponte nell’ambito del “Masterplan per il Sud”, secondo quanto riportato dai mezzi di informazione, potrebbero a mio avviso essere utilizzati in modo più proficuo per la nostra città e spero», conclude, «che si possa aprire sull'argomento un dibattito che consenta di giungere a scelte condivise». ©RIPRODUZIONE RISERVATA