L’Archeoclub: «Palazzo Torlonia è storia»

25 Febbraio 2018

La presidente Saladino boccia il trasloco dei vigili urbani. Ed è lite amministrazione-Archivio di Stato 

AVEZZANO. Pollice verso dell’Archeoclub all’arrivo della polizia locale a Palazzo Torlonia, «una delle poche e più significative testimonianze della storia di Avezzano».
«La struttura», scandisce la presidente Laura Saladino in una nota inviata a Comune, Regione e Soprintendenza, «deve essere destinata a fini esclusivamente culturali, nel solco del Centro Studi Marsicano e dell’Archivio di Stato». L’Archeoclub, quindi, non condivide la scelta del sindaco Gabriele De Angelis che ha scatenato polemiche e dato il là a una doppia petizione, una on line e l’altra cartacea, giunta a quota mille. «La scelta», sottolinea l’Archeoclub, «contrasta con l’esigenza primaria di assicurare all’antica struttura una destinazione in linea con la memoria storica della città. Il nuovo utilizzo del complesso, inoltre, comporterebbe transito e sosta di auto, in un polmone verde da curare e aprire alla cittadinanza». L’Archeoclub, che ritiene «incompatibile il presidio di polizia in pieno centro e vicino a piazza Torlonia, frequentata da bambini e anziani», lancia un appello alle istituzioni, affinché «ripensino il progetto per lasciare l’antico palazzo al suo ruolo di testimone storico di Avezzano».
Fronte sempre più caldo, quindi. «Siamo a quota mille firme», afferma l’ingegnere Sergio Di Cintio, «a breve faremo una riunione con le associazioni che hanno condiviso l’iniziativa per poi chiedere un incontro al sindaco esortandolo a salvaguardare quel pezzo di storia della Marsica e a valorizzarlo in chiave culturale».
Sulla questione si è registrato anche un botta e risposta tra Comune e Archivio di Stato scatenato dal reportage diffuso da Palazzo di città per denunciare il «degrado della struttura e l’uso improprio dei locali. Dietro a una porta, con l’indicazione Archivio di Stato, c’erano bevande e materiale per il caffè. Sempre nell’ala del Principe, in tre stanze, un’unica insegna indicava la convivenza di presidenza del consiglio regionale, Comune e Pro loco, mentre nella sala affrescata è stata danneggiata una porta antica e la stanza nobile è stata data in uso gratuito al collegio professionale dei tecnici sanitari di radiologia medica dall’ex sindaco Gianni Di Pangrazio». L’Archivio di Stato fa muro. «Nessun uso improprio», replica Martorano Di Cesare, «le stanze affrescate e più pregiate sono adibite a sala studio, mostre e visite guidate». Ma la telenovela continua: la polizia locale bacchetta Di Cesare attende «l’esito del procedimento in ossequio allo spirito di servizio».
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