L’Archivio di Stato apre le porte alla città
L’AQUILA. L'annuale appuntamento con la “Domenica di carta” è un'occasione che gli Archivi di Stato con un'apertura straordinaria offrono, a chiunque voglia, di guardare nei loro "scrigni" di carta,...
L’AQUILA. L'annuale appuntamento con la “Domenica di carta” è un'occasione che gli Archivi di Stato con un'apertura straordinaria offrono, a chiunque voglia, di guardare nei loro "scrigni" di carta, testimonianze preziose della storia. L'Archivio di Stato dell'Aquila partecipa alla manifestazione con una mostra sul tema delle epidemie e degli antichi rimedi. L’Archivio sarà aperto domenica dalle 9 alle 13. «Alle epidemie ricorrenti», si legge in una nota dell’Archivio di Stato, «si aggiunge nel XIX secolo una nuova epidemia, il Cholera morbus. Arriva in Italia e nel Regno delle due Sicilie nel 1835, dove la popolazione ne è gravemente colpita. Come attestano diversi documenti, sono l'Inghilterra, la Francia e altre nazioni in Europa a essere contagiate, prima dell'Italia agli inizi degli anni '30, da questo morbo proveniente dall'India e perciò chiamato anche Cholera Asiaticus. Nella copiosa documentazione conservata negli archivi delle diverse istituzioni ed esposta in mostra, le drastiche misure messe in atto dal Governo per contrastare, in ogni angolo del Regno, l'epidemia che si diffondeva rapidamente soprattutto tra la popolazione più povera e, dove particolarmente precarie erano le condizioni igieniche. Così, insieme al blocco delle frontiere, cordoni sanitari marittimi e terrestri, alla quarantena, all'allestimento di ospedali (dove l'obbligo di rimanere all'interno vigeva anche per i medici ed il personale addetto), alle cure, si pone particolare attenzione alla nettezza delle persone, degli ambienti, delle strade, delle città. Una curiosa raccomandazione per contrastare la malattia era mantenere la serenità dello spirito. L'epidemia si ripresentò negli anni 1854-1855 e nel 1865-1867».
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