L’Archivio di Stato festeggia i 10 anni dalla riapertura

A luglio conferenza sulla rinascita e mostra documentaria Collabora alle iniziative lo storico Raffaele Colapietra
L’AQUILA. L’Archivio di Stato dell’Aquila celebrerà il primo luglio il decennale della sua riapertura post-sisma 2009. Lo rende noto la direttrice dell’Archivio di Stato Daniela Nardecchia. «Il terremoto del 6 aprile 2009 ha, come è noto, danneggiato gravemente il Palazzo della Prefettura, sede storica anche dell’Archivio di Stato, provocando il crollo quasi totale dell’ala anteriore su Piazza della Repubblica, quella sul cui frontone era apposta la scritta Palazzo del Governo, divenuta l’icona mediatica della catastrofe», scrive la direttrice in una nota. «In molti locali dell’Istituto le scosse hanno fatto crollare scaffali e rovesciato a terra la documentazione, che però nel suo complesso è rimasta sostanzialmente integra. L’Istituto è stato soprattutto gravemente colpito dalla dolorosa perdita della valente archivista e paleografa Giovanna Lippi, rimasta vittima del crollo della sua abitazione. A lei è stata poi dedicata la Sala di studio della nuova sede. L’Amministrazione archivistica, volendo mantenere l’Archivio nel suo territorio di riferimento, ha scartato subito l’ipotesi di trasferire provvisoriamente la documentazione in altre sedi archivistiche più lontane, pur disponibili, e ha cercato all’Aquila una nuova struttura in grado di accogliere fondi archivistici, personale, servizi e uffici sotto lo stesso tetto, consentendo così di riaprire subito i servizi al pubblico e dando anche un forte segnale di ripresa delle attività culturali aquilane. È stato infatti acquisito in locazione dalla Direzione generale per gli Archivi nel mese di maggio 2009 un moderno edificio sito nel Nucleo Industriale di Bazzano, risultato adeguato ad accogliere funzionalmente in modo organico e unitario gli uffici, le Sale di studio e tutto il patrimonio documentario dell’Archivio di Stato. L’Archivio si è reso subito disponibile a ospitare anche la Deputazione Abruzzese di Storia Patria e la Fondazione Giorgio De Marchis con i rispettivi fondi bibliografici. Questa complessa opera di trasferimento e ricostruzione è stata completata nel giugno 2009: la documentazione è stata ricollocata rapidamente e resa subito completamente consultabile. Ai primi di luglio l’Archivio di Stato e la Deputazione Abruzzese di Storia Patria hanno riaperto al pubblico tutti i servizi, e poi è seguita la cerimonia inaugurale ufficiale il 30 luglio 2009 con l’intervento del sottosegretario ai Beni e Attività culturali, Francesco Giro. Sono stati essi quindi i primi istituti culturali riaperti e pienamente funzionanti all’Aquila appena tre mesi dopo il sisma, segnando la ripresa delle attività culturali in città».
«Oggi», prosegue la direttrice, «a dieci anni dal sisma del 6 aprile 2009, vogliamo sì ricordare quel terribile evento ma soprattutto quell’impegno straordinario per cui l’Archivio si è rialzato appena tre mesi dopo. È stato uno dei primi voli che L’Aquila ha ripreso a fare e siamo orgogliosi di evidenziare che questa istituzione, con coraggio e nuova consapevolezza, riscoprendo in sé nuove energie e mirando a nuovi compiti verso la comunità colpita dal sisma, si è riproposta come prezioso punto di riferimento per gli studiosi e ricercatori, per tutti coloro che hanno a cuore lo studio e la conservazione di un patrimonio documentale che è la più ricca memoria storica del territorio aquilano. Il primo luglio ci sarà, in particolare, una conferenza per ricordare la propria rinascita e soprattutto per rendere noti i successivi consistenti accrescimenti del patrimonio documentale nonché tutte le iniziative avviate per la sua conservazione e valorizzazione. Sarà allestita una Mostra storico-documentaria dal titolo “Aquila 1703-1713. Un decennale diverso”. Ha dato la sua disponibilità a partecipare e collaborare all’iniziativa il professor Raffaele Colapietra».
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