L’arcivescovo denuncia: furto in cattedrale

2 Luglio 2015

Rubati armadi e due porte in noce. Il colpo è stato scoperto il 9 giugno ma potrebbe risalire a 2 anni fa

L’AQUILA. Nemmeno la cattedrale di San Massimo è scampata al destino delle numerose chiese inagibili a causa del sisma.

Tempo addietro, infatti, c’è stata un’incursione dei ladri, i quali hanno fatto irruzione e hanno portato via arredi. Si tratta di un mobile del 1500, due armadi in noce e due porte in noce.

Il furto poteva essere molto più consistente visto che nel luogo di culto ci sono anche altri oggetti di maggior valore anche se più difficilmente smerciabili. Questo episodio ha indotto lo stesso arcivescovo Giuseppe Petrocchi a presentare una denuncia per furto alle forze dell’ordine nel tentativo di arginare questa spoliazione che riguarda molte chiese.

Del furto ci si è accorti il 9 giugno dopo un sopralluogo dei religiosi in occasione della festa di San Massimo che ci sarebbe stata il giorno successivo. Comunque non è affatto facile sapere quando c’è stato il furto visto che erano un paio di anni che non si entrava in quel luogo di culto tanto caro agli aquilani. Per questo non può nemmeno escludersi che risalga a parecchio tempo fa.

Sorprende, tra le altre cose, la facilità con la quale è stata fatta la razzìa visto che il reato è stato commesso in una zona comunque centrale che, nonostante il sisma, è abbastanza frequentata. Inoltre, per prelevare i mobili rubati, i ladri hanno dovuto per forza operare in tanti e con un furgone, impiegando un certo tempo. Le indagini sono della polizia ma i rilievi scientifici non hanno dato esito.

A monte di tutto sta il fatto che, nonostante si tratti di una delle chiese più importanti della città, ancora non si provvede ad avviare i lavori di ristrutturazione.

La cattedrale, del resto, è stata sventrata dal terremoto e i lavori andranno per le lunghe.

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