«L’aria è inquinata» Allarme Arta al nucleo industriale

27 Gennaio 2016

Carsoli, dai dati rilevati emerge un quadro preoccupante Il Toluene (sostanza a rischio) utilizzata in due aziende

CARSOLI. Valori preoccupanti di “toluene” e di “idrocarburi policiclici” nell’atmosfera. È quanto emerge dagli accertamenti eseguiti dall’Arta nella zona di Carsoli e Oricola. Ora tra la popolazione è scattata la paura per gli effetti che questa situazione potrebbe avere sulle salute. L’aria è inquinata e i timori dei residenti, sollevati negli ultimi mesi a causa di numerosi episodi di cattivi odori, sembrano confermati dagli accertamenti. In una relazione di 45 pagine, inviata anche alla Regione Abruzzo e alla polizia stradale di Carsoli, l’Agenzia regionale per la tutela dell’ambiente fa un quadro a dir poco allarmante dello stato dell’atmosfera nella Piana del Cavaliere. Sotto accusa il nucleo industriale poiché l’innalzamento del toluene non è collegato alle variazioni degli agenti inquinanti causati dai tubi di scappamento delle auto. La relazione parla infatti di “utilizzo in attività di tipo industriale”. La Asl, in una lettera inviata al Comune di Carsoli il mese scorso, dopo sollecitazione del sindaco Velia Nazzarro, ha evidenziato che nel nucleo industriale le aziende in cui si utilizza il toluene sono due. Si trovano entrambe nel Comune di Oricola. Nel report emerge la presenza di concentrazioni “ragguardevoli” di toluene, una sostanza che si trova nel database ecotossicologico sulle sostanze chimiche del ministero dell’Ambiente e che viene definita nociva proprio per inalazione, con «possibili rischi per i bambini non ancora nati». Il toluene, per l’Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana, se inalato «produce sintomi di stanchezza, nausea, confusione, manifestazioni allergiche, disturbi alla coordinazione dei movimenti e può portare alla perdita dei sensi». Gli episodi di inquinamento sono stati evidenziati soprattutto dalle 10 alle 14. I valori medi orari confrontati con altre aree già analizzate in Abruzzo, anche dove ci sono nuclei industriali più vasti, sono risultati troppo elevati. I risultati sono allarmanti nonostante il monitoraggio riguardi un campione di soli 26 giorni. La normativa comunitaria prevede la copertura di almeno il 90% dell'anno. Per l’Arta la normale qualità dell’aria risulta «alterata sensibilmente». Il Comune a questo punto si è rivolto all’Istituto superiore della sanità ed è in attesa di risposta. La segreteria operativa del Forum abruzzese dei movimenti per l’acqua, acquisita la relazione dell’Agenzia regionale per l’ambiente, ha chiesto «immediati interventi per la tutela dell’ambiente e della salute».

Pietro Guida

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