L’arrestato per omicidio stradale positivo al test di cocaina e hascisc

Scatta anche l’omissione di soccorso per un fabbro di 42 anni residente a Barete e padre di una figlia Ha travolto sulle strisce l’ex finanziere Ciammetti. Al suo avvocato dice: non l’ho visto, sono disperato
L’AQUILA. Positivo a cocaina e hascisc. L’avvocato difensore di fiducia Guglielmo Santella ha potuto visionare il responso degli esami tossicologici («valori alterati di poco», sostiene il legale) ai quali è stato sottoposto in maniera coattiva il suo assistito, il 42enne di Barete Valentino Cervelli, artigiano del settore del ferro, arrestato e posto agli arresti domiciliari nella sua abitazione, con l’accusa di omicidio stradale e omissione di soccorso, lunedì notte. Per l’accusa, è lui che, poco dopo le 19, al volante della sua Bmw, in corrispondenza delle strisce pedonali del distributore di carburante del Cermone, in territorio comunale di Pizzoli, ha investito e ucciso Emilio Ciammetti, 61 anni, originario della frazione aquilana di Preturo, ma residente tra Pettino e Cansatessa, ex finanziere del soccorso alpino della Guardia di Finanza. Il popolare Ciammettò è stato travolto mentre attraversava la strada statale 80.
IL FOTOGRAMMA-CHIAVE. A svelare gli ultimi istanti di vita della vittima – che lascia la moglie Giuseppina e i figli Luca e Veronica – sono le immagini di un impianto di videosorveglianza. Le stesse che hanno guidato gli investigatori all’identificazione dell’uomo, rintracciato a casa, dove aveva rifiutato di sottoporsi all’alcoltest. Dall’ultimo fotogramma prima del tragico impatto si vede l’ex finanziere molto vicino a completare l’attraversamento, con l’auto che sopraggiunge dietro alle sue spalle. Con ogni probabilità il pedone era diretto al negozio di fiori, dove non è mai entrato, come raccontato ieri al Centro dalla stessa titolare. Anche le successive verifiche sulla Bmw hanno confermato segni evidenti dell’investimento sulla carrozzeria, compatibili con l’urto. Stamani Cervelli comparirà davanti al giudice per l’udienza di convalida dell’arresto.
«NON L’HO VISTO». «Non l’ho visto: sono disperato». Così il fabbro, padre di una figlia, ha parlato al suo legale che ieri lo ha incontrato. «Nella zona», prosegue l’avvocato, «c’era una forte pioggia e la visibilità era ridotta. Si è fermato poco dopo l’impatto. Poi, preso dal panico, è tornato a casa. È stata una tragedia».
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