L’Arta: «Sprigionati idrocarburi ma niente rischi per i cittadini»

18 Luglio 2020

Il direttore: «Forte concentrazione di sostanze della famiglia dei benzeni, nube dispersa con velocità» Scaduta l’ordinanza del Comune. Sul fronte delle indagini si aspetta la relazione dei vigili del fuoco 

AVEZZANO. Una forte concentrazione di idrocarburi policiclici aromatici, i cosiddetti Ipa, sono stati ritrovati nell’atmosfera, ma solo nei pressi del rogo. Gli idrocarburi si sono sprigionati dall’incendio che ha distrutto il Centro riciclo Casinelli nel nucleo industriale di Avezzano. La dispersione, però, è stata rapida e per questo rientra l’allarme. È quanto emerso dai primi rilievi eseguiti dall’Arta e che hanno portato la Asl provinciale e il commissario prefettizio di Avezzano a disporre una serie di restrizioni per i cittadini che abitano nella zona, come finestre chiuse, divieto di stendere panni e divieto di correre all’aperto. Restrizioni scadute alla mezzanotte di ieri.
PARLA L’ARTA. «Abbiamo trovato una forte concentrazione di Ipa della famiglia dei benzeni», ha spiegato il direttore generale dell’Arta Abruzzo, Maurizio Dionisio, «prodotti frutto della combustione dei materiali più vari che erano nel centro. Queste concentrazione non sono benevole per la salute umana qualora ispirate», ha evidenziato Dionisio, «ma quando vengono immesse in atmosfera si disperdono con una certa facilità».
COSA SONO GLI IPA. A causa della speciale conformazione della loro struttura ad anelli, alcuni Ipa vengono trasformati nel corpo in composti estremamente tossici, chiamati epossidi, che reagiscono molto facilmente con il Dna generando mutazioni genetiche nelle cellule con il rischio di provocare tumori. Inoltre, alcuni Ipa compromettono la capacità riproduttiva o lo sviluppo del feto. Ma questi effetti nocivi, dimostrati negli animali e che sussistono anche per l’essere umano, si manifestano con lunghe esposizioni e con concentrazioni altissime. Basti pensare infatti che la maggior parte degli Ipa inalati dall’uomo non proviene da incendi o da fabbriche, ma dal fumo di tabacco. Ad esempio, chi fuma venti sigarette al giorno assume in media 105 nanogrammo di benzoapirene al giorno e un fumatore passivo circa 40, considerando un’esposizione di 5 ore. Anche le stufe a cattivo tiraggio possono immettere Ipa nell’aria dell’abitazione, come pure, anche se in minima quantità, i rivestimenti dei cavi o le vecchie colle per fissare i parquet.
«NIENTE CONSEGUENZE». «La nube che si è creata», ha infatti spiegato Dionisio, «è un fatto senz’altro negativo da un punto di vista ambientale, ma abbiamo motivo di ritenere che la dispersione sia tale da non provocare conseguenze per i cittadini. Se ci fosse stata una situazione più stagnante o se l’incendio si fosse protratto per diversi giorni, allora la situazione sarebbe stata diversa. Un piccolo focolaio c’era anche successivamente perché non si riusciva ad accedere nella struttura a causa del tetto pericolante e quindi continuava a bruciare materiale, ma poi è stato spento. Stiamo valutando, anche insieme al settore ambiente del Comune di Avezzano e alla Asl, se procedere con nuove analisi nei prossimi giorni».
LE INDAGINI. Intanto, sulle cause del rogo continuano le indagini, coordinate dal sostituto procuratore della Repubblica, Lara Seccacini, e svolte dai carabinieri della compagnia di Avezzano. È attesa una relazione dei vigili del fuoco che dovrà accertare se si sia trattato di un fenomeno di autocombustione oppure se, più probabile, l’incendio sia doloso, con fiamme appiccate in più punti contemporaneamente. Le aziende danneggiate dal rogo, oltre al Centro riciclo, sono la Italsav di Berto Savina e la NetReality di Italo Morellato, che ha riportato danni minori. Il Centro riciclo Casinelli in via Newton si estende su oltre 6mila metri quadrati, tra area coperta e area scoperta, e qui arrivavano quotidianamente decine e decine di Tir che trasportavano diverse tipologie di rifiuti provenienti da tutto il territorio. Vi lavora una trentina di persone. Al centro di via Newton si rivolgevano le tre più importanti aziende che gestiscono il servizio di igiene urbana nei comuni marsicani – Tekneko, Segen, Aciam – ma anche tanti privati, essendo una piattaforma accreditata al Consorzio nazionale recupero e riciclo degli imballaggi a base cellulosica (Comieco).
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