L’arte di strada incontra la natura e colora Morino

2 Giugno 2019

Il writer Moby Dick rende omaggio a Zompo lo Schioppo Apprezzati i lavori degli studenti di Classico e Artistico

MORINO. Il picchio rosso simbolo della riserva naturale buca il diamante che rappresenta la Grancia di Morino e come per magia fa sgorgare la cascata di Zompo lo Schioppo. L’orso marsicano, caratteristico dell’Abruzzo, osserva dal basso. Su tutto svetta il campanile della vecchia Morino distrutta dal terremoto del 1915. Colori e pennellate d’artista che hanno reso unica la prima edizione del festival “Bellezze eterne & giovani passioni”. Pennellate che portano la firma di Marco Tarascio, in arte Moby Dick, uno dei writer più importanti d’Italia, che ispira le sue opere alla natura.
A rendere ancora più bella la manifestazione, poi, c’hanno pensato gli studenti del Liceo classico Torlonia e del Liceo artistico Bellisario di Avezzano (autori di frasi dedicate ad arte e natura), oltre ai fumettisti Massimo Carulli di Vasto e Fabrizio Di Clemente di Avezzano e ai bambini della scuola primaria di Morino. Sui balconi delle case, infine, le lenzuola con le scritte a tema “firmate” dai disabili della Comunità Capodarco di Roma. Ad accogliere gli ospiti c’erano Maria Rosaria, Massimo e Olga Pagliaroli e Milva Vernil che hanno organizzato l’evento per far esprimere liberamente i giovani e gli artisti e lasciare qualcosa di concreto al paese. L’arte in ogni sua forma. La pioggia ha fatto accelerare un po’ i tempi dello spettacolo della street band “Mo better band” e la break dance di Zero gravity. In mattinata anche un dibattito con i sindaci di Morino e Civita d’Antino, Roberto D’Amico e Sara Cicchinelli, il vicesindaco di Civitella Roveto, Pierluigi Oddi, la direttrice della riserva di Zompo lo Schioppo, Rita Rufo, e Giancarlo Rossetti, presidente del Comitato Morino vecchio. «È andato tutto molto bene, nonostante il tempo non sia stato dalla nostra parte», hanno commentato gli organizzatori della manifestazione, «il murale di Moby Dick ha tutti gli elementi del nostro paese e rimarrà nel tempo, proprio come volevamo noi. Il nostro obiettivo era quello di portare l’arte a Grancia e ci siamo riusciti. Un’occasione per far riflettere tutti anche sulla necessità di rispettare l’ambiente che ci circonda». (e.b.)
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