«L’articolo 11 provocherà guai va stralciato dal decreto»

L’AQUILA. «Come avevamo previsto e denunciato, l’articolo 11 del decreto legge costringerà a un fortissimo rallentamento, se non alla completa paralisi della ricostruzione. Quanto è successo dimostra,...
L’AQUILA. «Come avevamo previsto e denunciato, l’articolo 11 del decreto legge costringerà a un fortissimo rallentamento, se non alla completa paralisi della ricostruzione. Quanto è successo dimostra, senza ulteriori dubbi, la necessità di riportare la “testa” della ricostruzione in Abruzzo perché siano proprio gli abruzzesi a gestire ciò che li riguarda e a definire il proprio futuro». È quanto affermano gli amministratori di condominio, che aggiungono: «Gli scaricabarile ai quali abbiamo assistito in questi giorni evidenziano gravi carenze di comunicazione e la mancanza di ogni voce in capitolo, ma anche di rispetto. Oltretutto, dalle dichiarazioni rilasciate dai “nostri” politici sembrerebbe che questa norma sia sostanzialmente senza padre né madre. Va ricordato, invece, che fin dalle prime ipotesi di bozza del disegno di legge, ora presentato al Senato, queste stesse sono restrittive e lontane da una seria analisi della realtà, e che a nulla sono servite le osservazioni ragionevoli e collaborative che gli Ordini e le nostre associazioni hanno presentato su tecnici e amministratori. A rimetterci sono solo i cittadini che dovranno aspettare tempi ancora più lunghi per rientrare nelle loro abitazioni e soprattutto perché dovranno sopportare lunghissimi contenziosi giudiziali e pagare di tasca loro ciò che avrebbe dovuto essere, invece, garantito. Chi ci rimette sono le piccole imprese artigiane e i loro operai. Concordiamo con la richiesta degli ingegneri di stralciare l’intero articolo 11 dal decreto e di iniziare, invece, un percorso virtuoso che semplifichi una volta per tutte e che individui con chiarezza e semplicità gli attori e le conseguenti responsabilità. Va infine sottolineato che nessuna categoria o gruppo professionale sta evitando responsabilità o difendendo interessi di bottega; questo rende la situazione ancora più ridicola e inaccettabile».
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