L’Asl sospende dal servizio Gallese e Arioli

Il provvedimento disposto a seguito dell’inchiesta, con l’arresto di 10 persone, sui falsi certificati
AVEZZANO. Scatta la sospensione dal servizio per i due medici dell’Asl, Angelo Gallese (61 anni) e Gino Arioli (65), entrambi coinvolti nell’inchiesta “Tutti per uno” che, all’alba del 24 maggio, ha visto la Guardia di Finanza, coordinata dalla Procura della Repubblica, scoperchiare il pentolone dei certificati falsi.
Operazione che ha portato all’arresto di dieci persone, accusate, a vario titolo, di truffa ai danni dello Stato, corruzione, falso e frode assicurativa. Il congelamento del rapporto di lavoro per Gallese (dirigente medico e responsabile del Centro di salute mentale della Marsica), e Arioli, (medico di Ortucchio, in servizio al pronto soccorso di Pescina), durerà «fino a quando la misura detentiva resta in vigore», con un limite massimo di «5 anni», ed è scattato al termine dell’indagine interna disposta dal manager dell’Asl all’indomani degli arresti. Allora il direttore generale Rinaldo Tordera aveva espresso «il plauso dell’Asl al lavoro portato avanti dalle Fiamme gialle», e aveva offerto «la massima collaborazione nell’attività d’indagine».
«Dai primi riscontri dell’inchiesta sono emersi fatti inqualificabili ed estremamente gravi», aveva aggiunto Tordera, «e auspico che l’inchiesta consenta di individuare eventuali responsabilità di operatori che svolgono compiti importanti all’interno delle istituzioni sanitarie e che dovrebbero sempre dare prova ed esempio di correttezza e credibilità». Contestualmente, Tordera aveva dato il via libera all’indagine interna sull’operato dei medici finiti sotto inchiesta, Gallese in testa, che – stando all’accusa – avrebbero messo in piedi «un sistema truffaldino».
All’alba del 24 maggio, al termine di una lunga fase di indagini, supportate anche da riprese video, per gli inquirenti «inequivocabili», erano scattati quegli arresti eccellenti, medici insieme, tra gli altri, a imprenditori ed ex politici. Un’operazione che ha assestato un duro colpo anche all’immagine dell’Asl, parte lesa.
Un terremoto, non solo sul fronte giudiziario, dove il procedimento sta seguendo il proprio corso in vista delle battaglie processuali, ma anche sul versante della sanità pubblica Nell’ordinanza di arresto dello psichiatra, il gip afferma che «il dottor Gallese è, in un certo senso, il dominus della vicenda, in quanto ha dispensato certificati medici artefatti, dietro compenso in denaro, prescrivendo, altresì, farmaci che non sono mai stati acquistati, attraverso il servizio sanitario nazionale, da nessuno degli indagati».
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