L’assessore: così promuoveremo la città-territorio

L’AQUILA. «Promuoveremo la città-territorio». L'assessore al Turismo, Fabrizia Aquilio, è stata l'ideatrice del sito Quilaquila. Sua anche l'iniziativa di veicolare al grande pubblico volumi che...
L’AQUILA. «Promuoveremo la città-territorio». L'assessore al Turismo, Fabrizia Aquilio, è stata l'ideatrice del sito Quilaquila. Sua anche l'iniziativa di veicolare al grande pubblico volumi che raccontano la storia e le bellezze della città e di far preparare, e distribuire, delle cartine turistiche con diversi itinerari che possano appassionare i visitatori.
«Lo strumento dei percorsi, che partono dall'Aquila per dipanarsi nel circondario, è il più efficace», spiega l'assessore Aquilio, «perché consente ai visitatori di avere una visione complessiva del territorio, non solo dei punti di forza dell'Aquila. Parlo di monumenti, chiese, palazzi, piazze, vecchie e nuove strutture sorte all'interno dei parchi e delle aree verdi».
Ed è così che il Comune sta lavorando ad una serie di percorsi – che gradualmente vengono inseriti anche nel sito promozionale della città – che toccano tutto ciò che c'è da vedere e gustare sfiorando le corde della sensibilità di appassionati di storia, come di amanti dello sport, di palati sopraffini e cultori dell'archeologia e del passato. Sono nati percorsi naturalistici, enogastronomici, religiosi, storici, persino itinerari legati alla stagionalità degli eventi e alla natura, primo fra tutti il Gran Sasso.
«Il riconoscimento ottenuto dalla Perdonanza», afferma Aquilio, riferendosi all’Unesco, «apre la prospettiva a nuovi orizzonti di fruizione turistica, legati anche agli itinerari religiosi. Cercheremo di inserirci sulla direttrice Loreto-San Giovanni Rotondo e di parlare al mondo del grande dono elargito alla città da Celestino V con la Bolla del Perdono».
Non solo L'Aquila, si diceva. «I percorsi proposti toccano anche luoghi simbolo del territorio e centri limitrofi di grande impatto come Rocca Calascio, Santo Stefano, la zona di Amiternum, il Gran Sasso. Proprio sulle orme del passato, dei simboli religiosi, della transumanza con i pastori, dell'alpinismo, tra le vette e le rocce».
Ma come trasferire tutto questo all'esterno? «Serve una grande operazione promozionale, che stiamo impostando», sottolinea Aquilio, «sto già contattando gli Istituti di cultura italiana all'estero per raccontare la nostra città, quanto di bello c'è da ammirare e promuovendo il territorio anche per vie istituzionali, con i Paesi amici, che ci hanno dato una grande mano dopo il terremoto».
Altra chiave di lettura del turismo, l'incoming «attraverso un contatto diretto e costante con i tour operator, che ospiteremo in città per toccare con mano la rinascita delle nostre bellezze, non solo architettoniche e storiche. C'è una città in fermento, si mettono in piedi eventi e manifestazioni, si fa cultura. È quel che dobbiamo dire al mondo. E l'aumento delle presenze turistiche, quest'anno, ci dice che siamo sulla strada giusta», conclude Aquilio.(m.p.)
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