L’Ateneo dichiara guerra al nepotismo

28 Luglio 2020

Pubblicato il codice etico: no alle discriminazioni e agli incarichi da privati, valorizzazione della diversità di genere 

L’AQUILA. È stato pubblicato, sul sito dell’Università, il codice etico aggiornato all’atto di indirizzo del ministero del 2017 e soprattutto alla delibera Anac del 19 febbraio 2020, con la quale sono state approvate le linee guida in materia di Codici di comportamento delle amministrazioni pubbliche. Il decreto è a firma del rettore Edoardo Alesse. I punti principali del codice sono: rifiuto delle discriminazioni anche nell’uso del linguaggio e dei social media, rifiuto di ogni nepotismo e favoritismo, condanna delle molestie sessuali, condanna dell’abuso di posizione e comportamento nei rapporti privati, corretto uso delle risorse dell’Università, rifiuto di doni e benefìci, riservatezza, trasparenza e tracciabilità delle informazioni, prevenzione della corruzione. Ecco nel dettaglio alcuni passaggi del codice etico che vale per docenti, non docenti e studenti.
VALORI E DIRITTI. “L’Università considera primaria l’integrazione dei valori di rettitudine, onestà, correttezza e imparzialità nelle proprie attività amministrative e nelle funzioni istituzionali di didattica e di ricerca. L’Ateneo, in quanto comunità consapevole della sua importante funzione, esige da parte di tutto il personale il riconoscimento e il rispetto dei diritti individuali e l’accettazione di doveri e responsabilità nei confronti dell’Istituzione che rappresenta. L’Università promuove la creazione di un ambiente improntato al dialogo e alle corrette relazioni interpersonali, all’apertura e agli scambi con la comunità scientifica internazionale, all’educazione ai valori e alla formazione della persona”.
DIVERSITÀ DI GENERE. “L’Ateneo s’impegna a valorizzare la diversità di genere e a garantire pari opportunità tra uomini e donne adottando e promuovendo adeguate misure e azioni in tal senso. Condanna l’uso di espressioni testuali e verbali discriminatorie e raccomanda l’utilizzo del genere grammaticale congruo con quello del destinatario o della destinataria e delle persone designate”.
NEPOTISMO. “L’Ateneo condanna il nepotismo e il favoritismo. Impegna tutte le sue componenti ad astenersi da tale costume. Si impegna a vigilare su tali condotte e ad arginarle. Ricorre nepotismo quando, direttamente o indirettamente, si utilizza la propria posizione per concedere benefìci o influire sugli esiti di procedure selettive di qualsiasi genere. Al nepotismo sono assimilate le pratiche di favoritismo di un professore o di una professoressa nei confronti dei propri collaboratori e delle proprie collaboratrici, intese come condotte arbitrarie in contrasto con i valori di imparzialità”.
MOLESTIE SESSUALI. “L’Ateneo non ammette prevaricazioni, intimidazioni, offerte di natura sessuale e assicura alle vittime una protezione sollecita e libera dal pregiudizio. L’Università rifiuta ogni comportamento con connotazioni aggressive, ostili, denigratorie, persecutorie e vessatorie, assicurando la piena protezione delle vittime. Adotta le misure idonee a prevenire tali comportamenti illeciti e promuove la cultura del rispetto della persona anche attraverso iniziative formative ed educative. Rappresenta circostanza aggravante l’esistenza d’una posizione di asimmetria o subordinazione gerarchica tra la persona che molesta e la vittima. Ferma restando la possibilità di denuncia all’autorità giudiziaria, gli studenti e le studentesse possono indirizzare le proprie segnalazioni al Garante degli studenti o alle persone indicate nel codice etico”.
DONI O BENEFÌCI. “Il personale dell’Università è tenuto a rifiutare ogni offerta di doni o benefìci suscettibili di influenzare, anche indirettamente, lo svolgimento delle attività universitarie. Indipendentemente dalla circostanza che il fatto costituisca reato, non possono essere accettati né sollecitati o chiesti, per sé o per altri, regali o altre utilità, neanche di modico valore, per compiere o per aver compiuto un atto correlato allo svolgimento di attività del proprio ufficio, da soggetti che possano trarre benefìci da decisioni o attività inerenti all’ufficio, né da soggetti nei cui confronti è o sta per essere chiamato a svolgere o a esercitare attività o potestà proprie dell’ufficio ricoperto”.
INCARICHI. “Il personale dell’Università non accetta incarichi di collaborazione da soggetti privati che abbiano, o abbiano avuto nel biennio precedente, un interesse economico significativo in decisioni o attività inerenti all’ufficio, struttura o organo di appartenenza”.
CONFLITTO D’INTERESSI. “È dovere di tutto il personale dell’Università evitare attività e situazioni che configurino, anche solo apparentemente, conflitto di interessi rispetto all’Ateneo. Si ha conflitto di interessi ogni qualvolta l’interesse privato di qualsiasi appartenente al personale universitario a esclusione dello studente o della studentessa in quanto discente, contrasta, anche potenzialmente, con l’interesse, non solo economico, dell’Università. Tale conflitto può riguardare anche i rapporti esterni di lavoro con enti di formazione e di ricerca”.
VIOLAZIONI. “La violazione degli obblighi previsti dal codice etico, in attuazione del codice nazionale di comportamento, integra un comportamento contrario ai doveri d’ufficio”.
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