L’attore e i ricordi sul filo del cibo

22 Novembre 2015

Lino Guanciale mattatore all’osteria Mammaròssa, tra aneddoti e canzoni

AVEZZANO. Metti una sera a cena con l’attore Lino Guanciale, mescolala con i ricordi e dalle una spruzzata di buon umore. Tutto questo all’osteria contemporanea Mammaròssa di avezzano per la seconda serata del ciclo “Nemo nella città immobile”. Protagonista proprio l’attore Guanciale, volto noto del panorama artistico nazionale, protagonista delle più riuscite fiction della televisione. I piatti dello chef Franco Franciosi, ispirati ai ricordi di Guanciale e della sua famiglia (tra gli altri gnocchi con guanciale e pecorino di Scanno, scrippelle ’mbusse, pollo con peperoni, tiramisù e crostata), hanno accompagnato l’evento dedicato al territorio. La serata si è aperta e chiusa con un omaggio a Pierpaolo Pasolini. Guanciale ha ripercorso le tappe della propria carriera e si è brillantemente esibito in un paio di canzoni, compresa “Io che amo solo te” di Sergio Endrigo. Il padre Clelio e la madre Maria Pia hanno raccontato alcuni aneddoti, mentre il presidente regionale del comitato rugby, per anni numero uno dell’Avezzano rugby, Angelo Trombetta, ha parlato del Lino Guanciale giocatore. «Il rugby è stato il primo amore», ha raccontato l’attore, arrivato a vestire anche le maglie delle nazionali giovanili della palla ovale, «mio padre voleva che facessi il medico, fino a quando una sera ho trovato il coraggio di dirgli che volevo diventare attore. Abbiamo discusso per due ore e alla fine mi ha detto: va bene, dimmi come posso aiutarti». Guanciale ha raccontato anche un episodio curioso legato alla demolizione dello storico cinema teatro Impero, lì dove un giovane artista ha cominciato a coltivare i suoi sogni e le sue passioni. «Quando è stato abbattuto ho preso un mattoncino di quel cinema e ora è diventato un portapenne nella mia casa di Roma». Poi sono arrivati i ricordi dell’amico artista Andrea Bartolomeo, del regista teatrale Gabriele Ciaccia e di Alberto Santucci, attore e allenatore di rugby. Guanciale si è esibito in alcune letture prima di ringraziare tutti – una coppia è arrivata addirittura in auto da Grosseto dopo due ore e mezza di viaggio – e lo staff del Mammaròssa, a cominciare da Daniela Franciosi. Per Guanciale, che è anche nel direttivo del teatro dei Marsi di Avezzano, è stato un modo per riabbracciare tanti amici.

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