L’autrice di gialli Capobianchi: mi consolo con storie paurose
AVEZZANO. Angela Capobianchi ha presentato il libro “Il teatro del buio”, scritto a quattro mani con Rita Gambescia. Dottoressa Capobianchi, lei ha scritto numerosi gialli. C’è qualche avvenimento...
AVEZZANO. Angela Capobianchi ha presentato il libro “Il teatro del buio”, scritto a quattro mani con Rita Gambescia.
Dottoressa Capobianchi, lei ha scritto numerosi gialli. C’è qualche avvenimento della sua vita che l’ha spinta ad avvicinarsi a questo genere?
«La scelta per uno scrittore non è mai casuale. È un genere a me congeniale: sono paurosissima e scrivere vicende spaventose mi consola. Si scatena un meccanismo catartico. A volte, scrivendo, mi faccio paura da sola, ma riesco a spostare sulla pagina tutte le mie ansie. Inoltre, sono convinta che il triller sia un espediente narrativo per inserire esperienze in vari campi».
Come mai avete dato questo titolo al romanzo?
«Perché il buio evoca il mistero. Nel romanzo ci sono vari tipi di buio: quello della storia e lo smarrimento dei ragazzi».
Come è nata l’idea del virus informatico che può attaccare anche l’uomo?
«Il virus è una fantasia, ma mi è stato spiegato che si stanno studiando i danni che l’utilizzo dei mezzi informatici comportano per l’uomo».
Chiara Iulianella
Alessia Aquilio
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