L’esperimento Icarus emigra a Chicago

Il più grande rilevatore di neutrini verrà trasferito sotto la supervisione di un team di scienziati
L’AQUILA. Un viaggio transoceanico è nei prossimi programmi dell’esperimento Icarus: il più grande rivelatore di neutrini ad Argon liquido del mondo sarà, infatti, trasportato negli Stati Uniti, attraverso l’oceano Atlantico, sotto la supervisione di un team di scienziati guidati dal premio Nobel Carlo Rubbia. Dopo essere stato operativo dal 2010 al 2014 nei Laboratori sotterranei del Gran Sasso dell’Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn), Icarus troverà così nuova dimora al Fermi national accelerator laboratory di Chicago.
Tra il 2010 e il 2014, il rivelatore, con le sue 760 tonnellate di massa e i 20 metri di lunghezza, è stato utilizzato per raccogliere dati nell’ambito dell’esperimento Icarus nei Laboratori del Gran Sasso dell’Istituto di fisica nucleare osservando un fascio di neutrini inviati dal Cern attraverso la crosta terrestre. Il rivelatore in questo momento è in fase di manutenzione e collaudo al Cern, dove è stato trasferito con un trasporto eccezionale lo scorso dicembre.
Al suo arrivo nel Fermilab, il rivelatore sarà integrato in una serie di tre esperimenti in loco, dedicati allo studio dei neutrini, particelle evanescenti che pervadono lo spazio, ma che hanno rivelato ai fisici ancora poco dei loro segreti.
Tutti e tre i rivelatori saranno riempiti con Argon liquido, che consentirà di utilizzare una tecnologia estremamente sofisticata, per catturare immagini tridimensionali, attraverso piani di sottilissimi fili, delle tracce lasciate dalle particelle cariche prodotte dall’interazione dei neutrini.
Ognuno dei rivelatori fornirà risultati differenti ma complementari, fondamentali per la caccia a un possibile quarto tipo di neutrino, oltre ai tre già noti.
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