L’esperto: giovani e alcol, adulti colpevoli

2 Agosto 2022

Il medico Di Salvatore punta il dito contro genitori, politici o commercianti: «Problema sottovalutato»

AVEZZANO. È colpa soprattutto degli adulti: «Dei genitori che non vigilano sui propri figli, dei rivenditori che si ostinano a vendere alcolici ai minorenni e dei politici», affonda Adelmo Di Salvatore, presidente onorario dell’Associazione regionale club alcologici territoriali (Arcat Abruzzo) e già direttore del SerD di Avezzano.
«Basti pensare che in occasione del Vinitaly i sottosegretari alla Cultura, alle Politiche agricole e all’Istruzione hanno sottoscritto un accordo con l’Associazione italiana sommelier per dei progetti da promuovere nelle scuole all’insegna del “bere responsabile”. Una grande bufala, considerata l’immaturità del cervello degli adolescenti e visto che, negli adulti, anche un solo bicchiere di vino può causare un incidente stradale. I promotori di questo paradosso sono i senatori della Lega Gian Marco Centinaio e Lucia Borgonzoni, e il deputato della Lega Rossano Sasso. È come se l’associazione tabaccai andasse nelle scuole a insegnare ai ragazzi a fumare responsabilmente. Il protocollo siglato al Vinitaly, di cui hanno dato notizia organi di stampa nazionali», sottolinea Di Salvatore, «è in contrasto con la legge numero 125 del 2001 che vieta di pubblicizzare le bevande alcoliche nei luoghi prevalentemente frequentati da minori, come le scuole. Non solo, a questo si aggiunge il fatto che sono vietate dalla legge anche la somministrazione e la vendita di bevande alcoliche ai minori».
«A questo punto», continua Di Salvatore, «mi viene in mente la frase di Giovanni Falcone: segui i piccioli e troverai l’imbroglio. Non bisogna dimenticare che le spese sanitarie, sociali e spirituali derivanti dal consumo di bevande alcoliche sono molto più alte degli introiti dei rivenditori di vino. Non solo risse tra giovanissimi. L’alcol, quale sostanza altamente cancerogena, tossica e con le caratteristiche di una droga, provoca anche incidenti stradali ed è causa di violenza domestica e mancanza di comunicazione nelle famiglie. Purtroppo», conclude il medico, «al servizio delle dipendenze arrivano pochi giovani perché il problema è sottovalutato. Oltre al SerD (0863.499850) ci si può rivolgere anche all’Arcat al numero 328.7217997».
Insomma, per l’ex direttore del SerD Di Salvatore il consumo di bevande alcoliche tra i giovanissimi è da imputare a una scarsa educazione e sensibilizzazione sui rischi connessi al fenomeno non solo da parte dei ragazzi, ma anche dei loro genitori e della società in genere. Il medico consiglia a chi crede di avere problemi legati al bere di chiedere aiuto agli esperti. (f.d.m.)
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