L’ex clinica verrà demolita: al suo posto un condominio

14 Agosto 2022

Parte il cantiere della storica casa di cura Santa Maria “Lacovara” chiusa da anni Dove nascevano 540 marsicani all’anno, sorgerà un complesso residenziale

AVEZZANO. È comparsa la rete da cantiere intorno all’ex casa di cura privata Santa Maria di via Trieste ad Avezzano. Presto nel sito entreranno in azione le ruspe: solo pochi giorni per cancellare un luogo simbolo della città dove sono venute alla luce generazioni e generazioni di avezzanesi e marsicani.
Negli anni, infatti, tante mamme avevano scelto di dare alla luce i propri figli nel reparto Maternità della struttura sanitaria che si era affermata come un vero e proprio punto nascite nel territorio. Nei corridoi e nelle stanze dell'ex clinica sono risuonati i vagiti di migliaia di neonati. Insomma un piccolo fiore all'occhiello della sanità marsicana e abruzzese nel cuore della città a due passi dalla stazione ferroviaria.
Nonostante i numeri e la professionalità la casa di cura è entrata in crisi fino alla sua definitiva chiusura avvenuta nel primo decennio degli anni Duemila.
ERA DETTA “LACOVARA”
La struttura sanitaria era meglio conosciuta come "Lacovara", dal nome del medico Giuseppe Lacovara che la fondò. L’ex casa di cura faceva registrare una media di 540 nascite, 1.000 interventi chirurgici e ben 4.000 esami endoscopici all’anno. Negli anni successivi alla chiusura l’edificio era diventato rifugio dei senza tetto e luogo di spaccio della droga. In più occasioni i residenti del quartiere avevano lanciato un grido d’allarme alle autorità affinché mettessero la parola fine a uno scempio nel cuore della città, tanto da costringere i proprietari a sistemare grate alle finestre e a murare le porte d’accesso per impedire ingressi abusivi.
Ora l’ex clinica Santa Maria sta per lasciare il posto a un moderno complesso residenziale con garage, locali commerciali e appartamenti di pregio. Il sito è stato acquistato dalla società di costruzione Aedificare srl, dei fratelli Francesco e Marco Sciò. Si tratta delle stessa impresa di costruzioni che, anni fa, sempre ad Avezzano ha realizzato l’intervento di restyling nella zona di San Rocco e che ha acquistato l’edificio dell’ex Standa, a pochi metri di distanza dall'ex clinica, dove sono in corso i lavori di ultimazione di un piccolo complesso residenziale. Il prezzo della compravendita è top secret.
LA VERTENZA
La vertenza della Santa Maria è cominciata alla fine del 2007 quando il pagamento degli stipendi per gli 80 lavoratori divenne irregolare. Nel 2008 le retribuzioni arrivarono a essere trimestrali, ma la situazione degenerò a novembre del 2008. La tredicesima arrivò a marzo del 2009 quando gli stipendi si interruppero. Poi arrivarono le reperibilità, gli straordinari e le indennità di turno. Il colpo di grazia è arrivato a ottobre 2010 quando il punto nascite è stato disattivato.
I TENTATIVI DI SALVARLA
La politica marsicana tentò il possibile per mantenere operativa la struttura. In particolare l’allora sindaco di Avezzano Antonio Floris si era impegnato su più fronti per salvare la clinica. L'ultima sua iniziativa fu l’invio di una lettera al curatore fallimentare della casa di cura, Giuseppina Ivone, per chiedere nuovi posti letto e nuovi servizi per fronteggiare la situazione di difficoltà. Floris aveva inoltre chiesto, invano, che venisse verificata la disponibilità della Asl Avezzano-L'Aquila-Sulmona a sottoscrivere un accordo che mettesse a disposizione dell'utenza della Santa Maria un numero di posti letto da concordare per fronteggiare eventuali carenze nell'offerta sanitaria. Ma anche in quel caso non ci furono risposte. Nonostante le proteste degli agguerriti dipendenti della casa di cura e nonostante gli svariati tentativi di salvare l'importante struttura, uno dei punti di riferimento del territorio marsicano, non vennero trovate soluzioni per il suo salvataggio.
Infine nel 2011 la clinica Santa Maria venne venduta con un'asta pubblica all'Opera Santa Maria della Pace, già proprietaria dell'Immacolata di Celano, struttura che fa parte della rete sanitaria del policlinico Agostino Gemelli. L'offerta fu di un milione e 800mila euro su una base d'asta di un milione e 400mila. Un'altra offerta era stata presentata da Villa Gaia, del gruppo Di Lorenzo di Avezzano.
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