L’ex consigliere aggiunto Bouchaib: «Sono stati anni difficili ma fecondi»

«Lascio al mio successore una eredità ricca di significati.Sono stati 5 anni difficili, anni di cambiamento del nostro tessuto culturale economico e sociale che ci hanno obbligato a mutare le nostre...
«Lascio al mio successore una eredità ricca di significati.
Sono stati 5 anni difficili, anni di cambiamento del nostro tessuto culturale economico e sociale che ci hanno obbligato a mutare le nostre abitudini». A parlare è l’ex consigliere comunale aggiunto Gamal Bouchaib, che aggiunge: «In alcune occasioni ho richiamato la mia comunità ad comportamento consono con lo stile di vita in Occidente. Malgrado le pressioni non ho mai ceduto abbandonato il binario della convivenza civile ma con regole chiare: sì alla cultura di origine ma niente pretese culturali. E malgrado il prezzo altissimo pagato, ho preso sempre decisioni tenendo conto della mia coscienza e del rispetto per la mia città.
Ho esercitato il mio mandato elettorale nel rispetto delle istituzioni, cercando di coniugare le necessità delle comunità straniere e l’identità della città che li accoglie: 15 mozioni, 7 ordini del giorno, 3 interpellanze …. È stata vinta la battaglia del mediatore culturale nelle scuole cittadine, è stata data l’assistenza di base ai minori irregolari, come da decreto Balduzzi, c’è stato spazio nella Asl per i diritti di altre fedi, sono stati aperti i Ctp ai residenti stranieri, abbiamo ottenuto la partecipazione della figura del consigliere aggiunto nelle commissioni. E ancora, c’è stato, tra le altre cose, anche l’assegnazione del bonus cultura di 500 euro ai ragazzi con permesso di soggiorno.
L’integrazione», continua Gamal Bouchaib «è una conquista non una menomazione. Una conquista per chi si integra e una ricchezza per chi a sua volta favorisce l’integrazione. È seguendo questa prospettiva che mi sono mosso in questi anni, perché era ed è importante ribadire la condivisione di valori e obiettivi comuni».
Sono stati 5 anni difficili, anni di cambiamento del nostro tessuto culturale economico e sociale che ci hanno obbligato a mutare le nostre abitudini». A parlare è l’ex consigliere comunale aggiunto Gamal Bouchaib, che aggiunge: «In alcune occasioni ho richiamato la mia comunità ad comportamento consono con lo stile di vita in Occidente. Malgrado le pressioni non ho mai ceduto abbandonato il binario della convivenza civile ma con regole chiare: sì alla cultura di origine ma niente pretese culturali. E malgrado il prezzo altissimo pagato, ho preso sempre decisioni tenendo conto della mia coscienza e del rispetto per la mia città.
Ho esercitato il mio mandato elettorale nel rispetto delle istituzioni, cercando di coniugare le necessità delle comunità straniere e l’identità della città che li accoglie: 15 mozioni, 7 ordini del giorno, 3 interpellanze …. È stata vinta la battaglia del mediatore culturale nelle scuole cittadine, è stata data l’assistenza di base ai minori irregolari, come da decreto Balduzzi, c’è stato spazio nella Asl per i diritti di altre fedi, sono stati aperti i Ctp ai residenti stranieri, abbiamo ottenuto la partecipazione della figura del consigliere aggiunto nelle commissioni. E ancora, c’è stato, tra le altre cose, anche l’assegnazione del bonus cultura di 500 euro ai ragazzi con permesso di soggiorno.
L’integrazione», continua Gamal Bouchaib «è una conquista non una menomazione. Una conquista per chi si integra e una ricchezza per chi a sua volta favorisce l’integrazione. È seguendo questa prospettiva che mi sono mosso in questi anni, perché era ed è importante ribadire la condivisione di valori e obiettivi comuni».

