L’ex monastero che fu anche sede comunale

10 Febbraio 2016

L’AQUILA. Nel centro storico dell’Aquila, lungo l’asse urbano principale, in corso Vittorio Emanuele, sorge l’ex monastero di Santa Maria dei Raccomandati, costruito alla fine del XIV secolo per...

L’AQUILA. Nel centro storico dell’Aquila, lungo l’asse urbano principale, in corso Vittorio Emanuele, sorge l’ex monastero di Santa Maria dei Raccomandati, costruito alla fine del XIV secolo per disposizione testamentaria di Antonio di Lelio per ospitarvi le monache benedettine, e soppresso da Gioacchino Murat nel 1811, che lo fece entrare nel possesso del Comune. Contestualmente all’uso del palazzo come Municipio, le fonti segnalano la sua funzione museale, dovuta a una raccolta d’iscrizioni dal territorio, tra cui il calendario amiternino. Il primo museo aquilano in seguito trasferito nel Forte spagnolo, quando tra il 1949 e il 1950, fu fondato il museo nazionale d’Abruzzo. Il museo si sarebbe dovuto inaugurare ad aprile 2009. Protagonisti del progetto sono stati i funzionari della Soprintendenza archeologica: Vincenzo D’Ercole (cui si devono le più importanti scoperte nel territorio dei Vestini) e Rosanna Tuteri, responsabile dell’area archeologica di Amiternum, diretti dall’allora soprintendente Giuseppe Andreassi, ora in pensione, in stretta collaborazione con l’ex assessore comunale Anna Maria Ximenes. Quello dei Raccomandati sarebbe stato uno spazio molto importante per la città, considerando il numero e il valore dei reperti provenienti soprattutto dalla vicina città romana di Amiternum, ma dopo il terremoto la Soprintendenza archeologica ha deciso di portare a Chieti i pezzi che erano già esposti nel museo mai aperto, senza avvisare la direzione regionale, assieme ai reperti dalla mostra del G8. Le statue sono state musealizzate a Villa Frigerj e il progetto Raccomandati è andato a monte. (m.c.)

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