L’ex sindaco: presentai io la denuncia

24 Marzo 2017

Introdacqua, l’avvocato Tirabassi: fu Giammarco a chiedere l’avvio dell’inchiesta che venne, però, archiviata nel 2012

INTRODACQUA. «È stato il sindaco Giuseppe Giammarco a chiedere l’intervento della Procura, dopo il crollo del tetto del palasport, e non i consiglieri di minoranza». La precisazione arriva dall’avvocato Luca Tirabassi difensore dell’ex sindaco di Introdacqua finito sotto inchiesta nella vicenda del crollo del palasport del paese insieme all’attuale sindaco Terenzio Di Censo. Per entrambi l’accusa è di abuso d’ufficio. Mentre nei confronti degli altri sette indagati tra cui imprenditori, tecnici e professionisti che hanno contribuito alla realizzazione dell’impianto sportivo, l’ipotesi accusatoria avanzata dalla Procura è di disastro colposo. «Devo precisare che – atti ufficiali alla mano – appena alcune settimane dopo il crollo del tetto del palasport, fu l’allora sindaco di Introdacqua, Giuseppe Giammarco, a depositare, in procura, una dettagliata denuncia-querela», spiega l’avvocato Tirabassi, «corredata della documentazione inerente la realizzazione e il collaudo dell’opera, in possesso dell’ente, al fine di accertare le eventuali responsabilità alla base del crollo e formulando espressa riserva di costituzione di parte civile. La stessa Procura di Sulmona, come risulta dagli atti del fascicolo», prosegue il legale, «avviò un’inchiesta proprio e solo a seguito dell’iniziativa del mio assistito, ma ritenne di archiviarla de plano, circa 6 mesi dopo e precisamente in data 25 ottobre 2012, senza comunicare alcunché al sindaco, avendo considerato la notizia “non costituente reato”. Questi gli esatti ed oggettivi termini della vicenda. Ogni altra valutazione a tutela del mio assistito, pur nel doveroso rispetto istituzionale verso l’operato della Procura, verrà svolta nelle sedi e con gli strumenti processuali previsti dall’ordinamento». L’ex sindaco Giammarco insieme all’attuale primo cittadino è accusato di abuso d’ufficio per aver negato lo svolgimento di un consiglio comunale, richiesto dalla minoranza, per ricostruire la vicenda del crollo del palazzetto dello sport. Nell’inchiesta sono indagate altre sette persone. Si tratta dell’architetto progettista e direttore dei lavori, Gianni Giorgi, dell’ingegnere capo del Comune, Pasqualino Susi, di Giuseppe Verna, legale rappresentante della ditta subappaltatrice che ha eseguito i lavori sul tetto. Nei guai anche Nicola Gabriele Di Cencio, direttore tecnico dei lavori e dei calcoli del tetto, Sergio Berardi, architetto collaudatore, Franco Masciulli, tecnico della Marrollo e Calogero Marrollo, amministratore unico della ditta appaltatrice ed esecutrice dei lavori al palasport. Per i sette la Procura ipotizza, a vario titolo, responsabilità nel crollo della struttura e in particolare nel cedimento che ha interessato il tetto.

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