«L’ho sentita gridare, aveva sangue sul volto»

10 Marzo 2017

La testimone oculare: l’ho soccorsa e mi ha detto che non immaginava un gesto del genere

LECCE NEI MARSI. «Ho sentito gridare e mi sono affacciata al portone. Ho visto questa donna con le mani alla testa e il volto coperto di sangue». Sono stati attimi drammatici per la testimone che ha prestato i primi soccorsi alla direttrice dell’Ufficio postale di Lecce nei Marsi, Carla Vitiello, subito dopo aver subìto l’aggressione da parte di Cesidio Di Fonzo, «ho chiamato subito i carabinieri e il 118 mentre soccorrevo la donna. Ho invocato aiuto e in pochi minuti sono arrivate decine di persone». La direttrice dell’ufficio postale, nonostante la ferita alla testa, ha potuto scambiare anche qualche frase con la donna che l’ha soccorsa. «Mi ha detto», racconta la donna, «di aver visto l’uomo che si avvicinava di corsa mentre lei chiudeva la saracinesca dell’ufficio all’orario di chiusura, intorno alle 14. Ma non si aspettava l’aggressione, per cui non ha prestato molta attenzione a quello che accadeva alle sue spalle. Poi ha sentito il colpo alla testa che l’ha quasi tramortita e il sangue che ha cominciato a coprirle gli occhi. Ha cominciato a gridare chiedendo aiuto. Ho sentito le sue urla e mi sono affacciata». Le persone che si sono avvicinate subito dopo l’aggressione sulle scale dell’ufficio postale non sono propense a parlare di quanto accaduto. Qualcuno descrive l’aggressore come una persona mite e taciturna. Sempre gentile, non irascibile. «Probabilmente», commenta una donna, «si è trattato di un gesto di disperazione. Chissà cosa lo ha portato a tanto, certo deve essere qualcosa di molto grave!». I commenti tra le persone del paese sono disparati. Nessuno, tuttavia, si aspettava un gesto di tale gravità da perte di Cesidio Di Fonzo, che i più ritenevano una persona assolutamente innocua e incapace di un gesto così folle. (d.p.)

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