L’imprenditore con la valigia e famiglia al seguito
L’AQUILA. Michele Morelli si è trasferito negli States con la moglie Raffaella e la figlia Camilla, di 8 anni. Un nuovo mondo da scoprire e in cui costruirsi un futuro. «E all’inizio, quando i soldi...
L’AQUILA. Michele Morelli si è trasferito negli States con la moglie Raffaella e la figlia Camilla, di 8 anni. Un nuovo mondo da scoprire e in cui costruirsi un futuro. «E all’inizio, quando i soldi sono mancati», rammenta Morelli mentre un luccichio gli illumina gli occhi, «ci hanno messo lo zampino il nostro commercialista Vittorio Miconi, che ha sempre creduto in noi, e una cooperativa nella persona di Massimo Marifiamma che ci ha fornito una parte di garanzia. L’altra metà l’ha assicurata la Banca di credito cooperativo di Roma, nella persona di Gianluca Liberati». E se oggi un aquilano volesse intraprendere un percorso analogo? «Gli consiglierei di mettersi in gioco, di reinventare la propria vita», la risposta di getto di Morelli. In America, però, non sono tutte rose e fiori. «Due anni e mezzo di lavori e un anno di ritardo», e mentre parla ripercorre con la mente quei momenti, «e ogni 15 giorni partivo per gli Usa. Ci sono stati 17-18 volte e alla fine siamo arrivati al punto di aprire. La notte del 23 dicembre 2014 abbiamo deciso di alzare le saracinesche il giorno dopo».
Oggi a Chestnut street 17-16, a Philadelphia nella strada più commerciale, sotto le torri emblema della città campeggia il locale Gran Caffé L’Aquila. «Abbiamo dovuto affrontare problemi burocratici solo per la licenza», spiega Morelli, «perché in Pensilvanya c’è il monopolio e il ministero del lavoro ci ha risposto in 22 giorni lavorativi. Ora abbiamo ottenuto il visto O1 che corrisponde a quello di Andrea Pirlo che andrà a giocare a New York, un permesso riservato solo a persone di alto livello professionale». E se vai nel loro caffé ogni cameriere è in grado di raccontare la loro storia. «Noi facciamo training ai nostri dipendenti e i ragazzi devono sapere tutto di noi».(d.r.)
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